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Versilia

Se la Versilia lancia i giallisti del futuro

di Cristina Bulgheri
Se la Versilia lancia i giallisti del futuro

Stasera il vincitore del ballottaggio a tre E Simi spiega il successo della formula

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CAMAIORE. Carlotto, Costantini, Simoni: sono loro i tre autori che stasera, al teatro dell'Olivo, si contenderanno il Premio Camaiore per la letteratura gialla. Tre storie che, pur appartenendo alla grande famiglia del “giallo”, sono molto distanti tra loro: dai gangster globalizzati, protagonisti di una nuova dimensione della criminalità moderna descritti da Massimo Carlotto, al thriller di Roberto Costantini, all'intrigo medievale dell'esordiente Marcello Simoni.

A definire la terzina dei finalisti sono state tre giurie differenziate – quella degli esperti, dei librai e del web - che ogni anno, dopo una ricerca certosina, vengono accuratamente selezionate da Giampolo Simi, lo scrittore viareggino, giallista affermato e “consulente tecnico” di un Premio che, fin dalla prima edizione nove anni fa, ha sempre seguito e organizzato in primissima persona. Chiedere a lui un pronostico è come chiedere ad un genitore quale figlio predilige: se anche fosse, non te lo direbbe mai. «A parte che non ho titolarità di voto – chiarisce subito Giampaolo – soprattutto non mi permetterei mai di giudicare altri scrittori, colleghi che peraltro in buona parte conosco. Scelgo però ogni anno, con un turn over continuo, le librerie e gli esperti che devono fornire le segnalazioni: cerco di far sì che il Premio Camaiore offra uno sguardo a 360 gradi su ciò che si scrive e si legge in Italia, così come faccio attenzione che i prescelti non abbiamo incarichi e commistioni con le case editrici, in maniera da garantire l'assoluta indipendenza del Premio, che è una caratteristica a cui io e tutta l’organizzazione teniamo molto».

Un lungo lavoro dietro le quinte: Simi sceglie gli esperti - per lo più giornalisti, docenti universitari e studiosi del genere giallo - cercando sempre qualche voce nuova: quest'anno ad esempio ha coinvolto anche un gruppo di ricercatori del dipartimento di italianistica di Cork, in Irlanda. Sul fronte librerie invece cerca di coinvolgere non soltanto le grandi catene ma soprattutto tra i piccoli librai «quelli che - sostiene lo scrittore-consulente - hanno ancora un rapporto importante con il lettore: di colloquio, di scambio di idee, di consigli».

Al web invece il compito di indicare la “penna nuova”, anche se quest'anno la “rete” ha proposto un esordiente sì, ma già vincitore di un premio: il Bancarella. E non è la sola curiosità dell'edizione 2012: «Diversamente dagli anni precedenti – svela Simi – questa volta i finalisti hanno raccolto consensi trasversali tra le giurie, tanto da lasciare un bel distacco da tutti gli altri partecipanti. Non era mai successo fino ad oggi. In genere l'accesso alla finale si giocava su uno scarto di pochi voti».

E non è l'unica anomalia: quest'anno infatti nella terzina manca anche il giallo tradizionale: «Sì, in precedenza - spiega Simi - hanno spesso vinto autori di romanzi gialli classici, il cosiddetto “giallo enigma inglese”, con delitto, investigatore, assasino; quest'anno invece ha avuto il sopravvento il noir e il thriller».

Sintomo di un cambio di rotta nei gusti dei lettori appassionati di intrighi e misteri? «Può darsi ma è prematuro affermarlo – sostiene Simi – potrebbe essere semplicemente una casualità dovuta all'assenza sul mercato in questo frangente, di autori classici. Oppure potrebbe essere davvero l'attestarsi di una nuova tendenza, di una rottura con il passato, di un cambio di rotta nell'orientamento dei lettori. Ma per verificarlo occorrono due o tre anni».

Che il Premio Camaiore sia sempre stato però precursore e “talent scout” è indubbio: buona parte, se non tutti, gli scrittori che in queste nove edizioni si sono aggiudicati il palmares, hanno poi trovato un loro posto di spicco nel mondo della letteratura gialla. Alcuni nomi per tutti: Giancarlo De Cataldo con “Romanzo criminale”, Gianrico Carofiglio, Marco Vichi, Michele Giuttari o anche Giorgio Faletti, battuto in finale proprio da De Cataldo. «E' vero il Premio Camaiore – riconosce Simi - ha sempre anticipato le tendenze: abbiamo sempre premiato gli scrittori prima che diventassero famosi al grande pubblico».

Mai premi alla carriera, ma sempre riconoscimenti passaporto, che hanno aperto la porta al successo: non solo ai singoli scrittori, ma ad un intero genere: quel giallo prima snobbato, poi innalzato sugli allori fino a balzare in vetta a tutte le classifiche.

«Proprio così, il giallo era il figlio minore, quello bastardo, che nessuno teneva in considerazione. Ad un certo momento è diventato l'erede al trono. Ora però – ed è la sfida lanciata da Giampaolo Simi – deve dimostrare se resta un ribelle e rivoluzionario o se diventa più realista del re».

E il rischio c'è: entrando in libreria non è possibile fare a meno di accorgersi della miriade di pubblicazioni-fotocopia che affollano gli scaffali del settore della “giallistica”: tutte perfettamente uguali nel formato, nelle copertine e spesso addirittura nei titoli, tanto da confondersi: della serie “il genere funziona e lo si vende a chili”.

Per evitare il rischio di inflazione e massificazione che si traduce poi in appiattimento e perdita di qualità c'è una sola ricetta: il coraggio di spezzare questo meccanismo perverso. Ma non è facile, soprattutto di questi tempi. «Con la crisi che c'è gli editori sono terrorizzati, vogliono andare sul sicuro, pubblicare autori attestati, conosciuti: è difficile che diano fiducia a proposte nuove. Ma in questo modo – sostiene Simi - non ne usciamo. Per venir fuori da ogni crisi, occorre uno scatto di reni, idee nuove, non la perpetuazione del passato».

A lanciare il nuovo ci prova ancora una volta il Premio Camaiore, quest'anno in versione invernale a causa della concomitanza con le elezioni amministrative e il cambio della giunta che hanno influito sulla tabella di marcia organizzativa, costringendo Simi e compagni a far slittare le date e la classica collocazione, non più a Lido ma a Camaiore.

E le novità sono proprio i due autori esordienti che figurano nella terzina affidata stasera al verdetto ultimo di una giuria popolare che di anno in anno si è moltiplicata: segno di un Premio che cresce e che potrebbe avere un respiro nazionale. «Anche se l'albero non è appariscente, ha sicuramente radici forti. Il Premio Camaiore – conclude Simi - ha riacceso l'interesse sul giallo che in quegli anni non trovava posto in kermesse più popolari, come ad esempio la Versiliana. Noi eravamo complementari, è stato proprio allora che abbiamo gettato le fondamenta di una manifestazione che ora ha una sua fisionomia e un ruolo preciso nel panorama delle manifestazioni letterarie».

Un Premio che si prepara a festeggiare il suo decennale nel 2013 con un'edizione speciale. Ecco qualche anticipazione: «Intanto torneremo alla nostra collocazione temporale e logistica tradizionale – annuncia Giampaolo Simi – ovvero a Lido e in estate. Dopodiché pensiamo di invitare tutti gli scrittori che sono passati da qui, quando ancora non erano delle pop star, e che hanno fatto la storia della manifestazione. In più stiamo lavorando per far venire qualche ospite straniero». Operazioni che scatteranno appena stasera calerà il sipario sull'edizione 2012 e sarà proclamato il vincitore.

Carlotto, Costantini o Simoni? Alla giuria popolare l'ardua sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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