Il Tirreno

Versilia

Le Poste chiudono anche ad Azzano

w
Le Poste chiudono anche ad Azzano

Il sindaco Neri: «È colpa anche del sindacato». Cgil ribatte: «Agli incontri e ai presidi i primi cittadini non sono venuti»

3 MINUTI DI LETTURA





SERAVEZZA. Oltre al danno anche la beffa. Nessuno se lo aspettava che tra gli uffici postali che chiuderanno i battenti ci sarebbe stato anche quello di Azzano. È probabile che anche i dirigenti di Poste Italiane non prevedessero la “dismissione”, tant’è che - di recente - erano stati fatti alcuni interventi alla piccola sede postale che serve la montagna seravezzina.

Ieri è arrivata la doccia fredda: tutti gli abitanti di Azzano, Giustagnana e Minazzana a breve dovranno scendere all’ufficio postale di Seravezza per pagare le bollette, ritirare la pensione, o per spedire una raccomandata.

La notizia ha colto di sorpresa anche il comune di Seravezza: quando Poste Italiane aveva preannunciato il ridimensionamento delle sedi, al tavolo coordinato dalla Provincia di Lucca, qualche mese fa, era stato siglato un accordo in base al quale l’ufficio di Azzano non sarebbe stato chiuso. Poi, il contrordine.

Una pessima idea, secondo il sindaco di Seravezza Ettore Neri: «Per l’ennesima volta si ragiona in termini economicistici - dice - piuttosto che in un’ottica che tenga conto dei bisogni del cittadino. Con tali scelte, vengono tagliati servizi essenziali al territorio collinare e montano».

La sede di Azzano verrà chiusa. La decisione è stata ormai presa: «Dalla direzione generale di Poste Italiane - precisa il primo cittadino - ho ricevuto questa mattina (ieri ndr) la conferma ufficiale dell’imminente chiusura dell’ufficio postale di Azzano ».

Anche Claudio Paoli, consigliere per le politiche della montagna di Seravezza e abitante di Azzano, è rimasto spiazzato dalla decisione di Poste Italiane. «La situazione sembrava chiara - spiega Paoli - l’ufficio di Azzano non doveva essere toccato. E invece senza interpellarci, Poste Italiane ha compiuto questa scelta insensata. Non credo - aggiunge Paoli - che rappresenti un costo elevato, dal momento che le l’offerta era stata razionalizzata qualche anno fa, quando si stabilì l’apertura di tre giorni alla settimana».

Per il sindaco Neri, si tratta dell’ennesimo scippo, dopo la chiusura della scuola dell’obbligo di Azzano.

Seravezza non vuole però darsi per vinta: «Ci opporremo a questa decisione – annuncia Neri – che è stata avallata anche dalla Regione Toscana e dalle rappresentanze sindacali. La cosa che più mi ferisce è il comportamento tenuto dal sindacato indifferente e miope, oltre che irrispettoso, nei confronti delle rappresentanze istituzionali del territorio».

Abbiamo girato le valutazioni del sindaco di Seravezza alla Cgil: «Il sindacato ha organizzato manifestazioni tutta l’estate sulla questione della chiusura degli uffici postali – precisa Michela Benedetti, responsabile provinciale Cgil Poste – Abbiamo fatto un presidio a Viareggio, invitando tutti i comuni, e i sindaci della Versilia non sono venuti. Sono stati fatti due incontri in Provincia ed era presente solo il primo cittadino di Massarosa. Al sindaco Neri posso consegnare gli atti con cui abbiamo portato avanti la trattativa con Poste Italiane».

La Cgil precisa quali siano stati i criteri su cui si c’era margine per discutere al tavolo della trattativa con Poste Italiane, a cui sedevano tutti i confederali: peso occupazionale delle sedi e ampiezza dei turni di lavoro. Va da sé che una sede aperta tre giorni la settimana correva sin da partenza un maggior rischio di essere chiusa. «In Toscana abbiamo salvato il 50% degli uffici che Poste Italiane intendeva chiudere - sottolinea Benedetti - Con la trattativa sono stati salvati gli uffici più grandi che lavorano tutta la settimana. Che non potessimo salvaguardarli tutti stava nel gioco delle parti. Il sindacato non poteva fare ciò che la politica non ha fatto, e mi riferisco non tanto alla Versilia quanto al livello nazionale».

Giovedì prossimo, alle 21, il sindaco incontrerà la comunità della montagna seravezzina. Dopodiché farà tappa a Firenze testimoniare quanto la sua comunità sia contraria alla dismissione di Azzano.

(t.b.g - g.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa