Sicurezza
Varignano “blindato” per sfrattare chi occupa
Via Belluomini sotto assedio: due le famiglie che hanno lasciato l’alloggio Protesta sotto il Comune ma il commissario Mannino non riceve nessuno
VIAREGGIO. «Ma vi pare questo il momento per far sgomberare una famiglia con un bambino? Adesso che è freddo, adesso che si avvicina il Natale...». «Credimi, non è mai il momento giusto per un sgombero». Via Belluomini, quartiere Varignano, 10 del mattino. Blindata. Da polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale. Si sgomberano due case popolari che altrettanti nuclei familiari hanno occupato otto mesi fa. Da questa traversa di via Paladini arriva un messaggio ormai non più equivocabile: a Viareggio è scoppiata la guerra tra i poveri. La guerra tra chi, non avendo un tetto sulla testa si intrufola nelle case popolari e tra quanti, in quegli alloggi chiusi da anni ci dovrebbero abitare perché spetta loro di diritto. Un disagio sociale che monta. E al quale lo Stato (il Comune, il commissario prefettizio, la politica) rispondono delegando alla magistratura. Perché in via Belluomini, ieri mattina, non si è visto un politico locale, un candidato sindaco anche usato, un assistente sociale, un rappresentante del Comune. Solo i blindati e gli agenti.
«Ma vi pare questo il momento di far sgomberare una famiglia con un bambino?»: un ragazzo giovane, con i capelli rossi e la barba che ricorda van Gogh, irrompe in via Belluomini. Dialoga con gli altri passanti, con i giornalisti. «Guarda che occupare le case è un reato, non va mica bene», ribatte qualcuno. Inevitabilmente si forma un capannello di persone, quasi tutti residenti nel quartiere. Qualcuno inveisce contro le forze dell'ordine, ma c'è anche chi prende le loro difese: «Perché li chiamate sbirri? Loro stanno semplicemente facendo il loro lavoro». Alla fine, dal momento in cui volanti e blindati invadono via Belluomini all'istante in cui le due famiglie abbandonano la palazzina trascorrerà l’intera giornata. Una lunga, lunghissima attesa. Qualche poliziotto parla del Napoli e si domanda se Cavani e Hamsik continueranno a vestire per molto la maglia azzurra. Altri agenti, invece, dialogano con quanti si ammucchiano all'inizio della strada, all'incrocio con la via Paladini. E poi c'è la protesta, proprio in mezzo alle case, di alcune famiglie della zona che hanno occupato, a loro volta, alloggi Erp. Minacciano di andare in piazza Nieri e Paolini e di entrare con la forza in Municipio. «Questa è una vergogna - esclama una signora con in braccio il nipotino - : Qui ci sono famiglie che, pur vivendo nelle case popolari, guidano auto di lusso e hanno televisori ultramoderni in salotto. Lo sanno tutti, ma nessuno interviene».
Il “Tirreno” lo racconta da dieci giorni, carte alla mano. Ma delle illegalità palesi raccolte grazie alle segnalazioni dei cittadini e alla verifiche d’obbligo, nessuno ci ha chiesto conto: né la Procura, e tantomeno gli esponenti delle forze di polizia.
La pioggia battente cessa di bagnare le divise dei poliziotti, la bufera atmosferica si placa. Ma è una calma apparente, addirittura ingannevole. Perché la guerra dei poveri è appena iniziata.
«Abbiamo occupato un anno fa», racconta una giovane coppia con due bambini piccolissimi: «Avevamo il contributo del Comune che è venuto meno. Non sapevamo dove andare. Ogni mese spediamo, con un bollettino, dei soldi ad Erp che non ce li ha mai rimandati indietro. Ed abbiamo eseguito anche i lavori all’interno dell’appartamento che abbiamo trovato in condizioni tali di degrado che quando gli agenti della polizia municipale sono arrivati la prima volta ci hanno detto “ma davvero volete tenere qui i bambini? Meglio in macchina!”. Io un’altra volta in macchina con i bambini non ci torno: lo dico chiaro, così lo sanno tutti», conclude la giovane madre.
Tredici i provvedimenti firmati dalla Procura per lo sgombero degli appartamenti occupati “di fresco”. Ma in tutti gli alloggi Erp per i quali è stato certificato che chi vi abita non ha diritto sono almeno cinquanta. Inizia una stagione di sgomberi, blindando strada per strada, portone per portone? Erano in tanti ieri mattina a farsi questa domanda.
All’ora di pranzo un gruppo di occupanti, con i figli piccoli in braccio, si è trasferito sotto il Municipio chiedendo di essere ricevuti dal commissario prefettizio, Domenico Mannino. I cancelli del palazzo comunale sono stati serrati e a protezione sono arrivati, anche qui, i blindati di polizia e carabinieri, insieme agli uomini delle forze dell’ordine. «Viareggio così non s’era mai vista...», questo è stato il commento di tanti passanti. Il colloquio non c’è stato e agli occupanti non è rimasto che andarsene. Il messaggio di ieri è chiaro: ciascuno si arrangi come può. La graduatoria delle case popolari c’è e va fatta rispettare, perché chi attende la casa è in condizioni altrettanto disperate di chi ha occupato. E sarà sgomberato, a partire da gennaio, con le stesse modalità viste ieri.
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