Sicurezza
Fiera, Viareggio duella con Spezia
Ucina ha affidato a Politecnico e Bocconi uno studio per capire quale località è la migliore alternativa a Genova
VIAREGGIO. La città, la darsena, gli alberghi, i ristoranti le sale congressi sono sotto esame. Per sapere se sono in grado di ospitare la mostra nautica al posto di Genova.
Non si tratta di una stravagante iniziativa viareggina (tipo quella di pochi giorni fa al club nautico), ma di una cosa seria. Lo studio è stato commissionato al Politecnico di Milano e alla Bocconi dalla Ucina, l’associazione delle industrie nautiche italiane.
Unica ha chiesto a queste due istituzioni quali possono essere le alternative valide alla fiera di Genova. Da indiscrezioni le località prese in esame sono due: Viareggio e La Spezia.
Con questo studio Ucina andrà all’incontro con la fiera di Genova. Entro il 13 dicembre si deve decide se nel 2013 la manifestazione resterà nel capoluogo ligure.
Ma questo fatto appare quasi scontato, alla luce del contratto che lega Ucina e Fiera e che scade proprio l’anno prossimo.
E dal 2014 che Genova potrebbe dire addio al Salone. Fra l’altro questo anno di attesa per Viareggio sarebbe salutare. Arriva una giunta nei pieni poteri e si sgombra il campo da troppi fattori di disturbo.
Il primo è il fatto che i cantieri vogliono una fiera della nautica, magari piccola, ma una vera fiera. Mentre al Club nautico si è parlato di un carnevale del mare, che è tutt’altra cosa (usiamo il termine carnevale perchè tanto a Viareggio finisce tutto così).
Insomma mentre due università stanno studiando i pro ed i contro di Viareggio per ospitare la fiera, in città cresce la schiera del: tanto non si farà mai.
Invece basta leggere i quotidiani di Genova per capire che il Salone ligure è sull’orlo della crisi.
La fiera ha gente in cassa integrazione e la politica locale non ha più fiducia negli amministratori dell’ente. Tanto che è sceso in campo il sindaco Doria per venire incontro alle esigenze delle aziende. Il cui unico grido di battaglia è : abbassare i costi.
In questa fase, chi lavora e tace però, e non solo con la stampa, è Paolo Vitelli.
Il patron di Azimut-Benetti è il rottamatore della mostra di Genova. Appare chiaro che la sua polemica non è stata strumentale per avere un po’ di sconto sugli spazi a terra e mare.
Per lui Genova come fiera è finita. E con lui ci sono quelli che a Genova considerano i falchi di Confindustria contro la manifestazione nel capoluogo.
In questa partita un ruolo fondamentale lo gioca Paolo Vitelli, patron di Azimut-Benetti. E finora non ci sembra che da Viareggio siano partiti messaggi significativi verso l’imprenditore. Solo il presidente della Regione Enrico Rossi ha subito appoggiato la proposta di Vitelli di una mostra a Viareggio.
Una mostra della nautica, ha ricordato anche Riccardo Cima al Club nautico, Non un carnevale della nautica, per il quale i cantieri viareggini non sono disposti a spendere.
Ieri il Sole-24 ore ha dedicato una pagina al distretto della nautica fra Livorno e Viareggio. Dove si evince che sei dei sette più grandi cantieri italiani sono di stanza a Viareggio. Il settimo è Ferretti che però si trova nelle mani dei cinesi.
Oggi come oggi il salone della nautica lo fanno i cantieri viareggini. Senza le nostre barche (solo Vitelli ne porta una trentina!) il salone non si fa più. Ed in giro ci sono novità molto grosse, come il fatto che Tecnomar (base a Viareggio e Massa) sta per acquisire le aree e le maestranze di Nca a Marina di Carrara.
La crisi morde e forte, ma tutto il settore si sta velocemente riposizionandosi verso barche di grandi dimensioni. Anche per questo, forse, Genova ha fatto il suo tempo. E tutti lo sanno.
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