Sicurezza
Spunta il cavillo salva-Tribunale
L’Ordine degli avvocati si riunisce questa mattina e deciderà sulla richiesta da inviare al ministero di Giustizia
Magistrati e avvocati fanno fronte comune contro la cancellazione della sede del Tribunale di Viareggio prevista dal decreto legislativo 155 del 2012, il cosiddetto "taglia-tribunalini". L'Avvocatura questa mattina è in conclave: l'Ordine degli avvocati lucchesi - presieduto da Alessandro Garibotti - ha indetto un'assemblea, iniziativa alla quale ha aderito la Camera penale di Lucca, rappresentata da Riccardo Carloni. Obiettivo dell’incontro, scongiurare la chiusura dell'ufficio giudiziario viareggino (incluso il trasferimento della cancelleria) usando come leva un'opzione che ammette la stessa norma taglia tribunali.
Cosa è previsto. Con l'imperante intento di fare economia e mediante il decreto ribattezzato "ammazza-tribunali", la Finanziaria 2012 (ultima Legge di Stabilità approvata dal Governo) ha ridisegnato i confini della geografia giudiziaria italiana. Si chiudono appunto un po' di tribunali, si sopprime qualche pretura, si eliminano le sezioni staccate, sì dà un bel colpo di spugna alle numerose sedi dei giudici di pace. Anche il Tribunale di Viareggio figura nella lista nera degli uffici giudiziari a cui mettere i lucchetti: l'ipotesi che si delinea è quella di un trasferimento, sia del personale che dei magistrati, alla sede di Lucca, che non sarebbe però ancora pronta per l’ospitalità. L’idea è quella di sistemare la quota di circoscrizione giudiziaria viareggina nell’attuale sede della polizia municipale di Lucca, non prima però di aver trovato una nuova e degna collocazione agli agenti.
La scappatoia. L'articolo n.8 del decreto di revisione delle circoscrizioni giudiziarie lascia però aperto uno spiraglio. Recita che il ministro di Giustizia può disporre che un ufficio giudiziario (che è previsto venga soppresso) possa rimanere - per un periodo di cinque anni - al servizio della sede che lo accorperà. Devono però verificarsi delle condizioni. La prima: ci vogliono «delle specifiche ragioni organizzative o funzionali»; nel nostro caso, Viareggio rappresenta 2/3 dell'intero carico penale del Tribunale di Lucca e su di esso "convoglia" circa il 45% del totale degli avvocati iscritti all'Ordine provinciale. Secondo, è necessario che l’ufficio giudiziario da salvare "abbia dimora" in un edificio pubblico; e il Tribunale di Viareggio si trova proprio in questa tipologia di location: ha sede in un immobile di proprietà dell’Amministrazione comunale; il senso comune probabilmente lo ignora, ma - per effetto di una legge degli inizi degli Anni Quaranta - l’edilizia giudiziaria non è del resto competenza del Guardiasigilli, bensì del sindaco.
La strategia. . «Stiamo lavorando a un’istruttoria per presentare la richiesta di proroga al Ministero» spiega Riccardo Carloni, presidente della Camera penale di Lucca. A inviare l’istanza dovranno essere i comuni di Viareggio e Lucca - così è previsto dalla norma - che si sono già dichiarati disponibili. E i tempi devono essere - questa è l’intenzione - pressoché immediati.
La prassi. Ricevuta la richiesta, il Guardasigilli dovrà fare una sorta di giro di consultazioni. E dovrà sentire il parere del presidente del tribunale, del consiglio giudiziario, quindi quello del consiglio degli avvocati e delle due amministrazioni coinvolte. Se questi sono i pareri che pesano, ad occhio c’è davvero il margine per evitare la “dismissione”. «Faremo di tutto perché rimanga aperto. Se tutto si riduce ad una questione di personale, si tratta di problematiche che possono essere risolte - aggiunge il numero uno della Camera penale di Lucca - La chiusura di questo ufficio giudiziario non ci pare solo inutile ma persino dannosa: ce ne faremmo una ragione se avessimo una percezione del risparmio, ma non è affatto così. Tutt’altro».
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