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Versilia

«Dopo la frattura a casa a mie spese»

«Dopo la frattura a casa a mie spese»

La disavventura di un professionista viareggino: 196 euro a notte per garantirsi l’assistenza

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VIAREGGIO. «Per un caso come il suo, fino a poco tempo fa, sarebbe stato necessario un ricovero di un mese...ma oggi non c’è posto». Si è sentito rispondere così un viareggino, libero professionista, che si è ritrovato al Pronto soccorso a causa di un incidente stradale . È un lungo sfogo, quello dell’uomo: «Ho sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo. E la prima volta che, in tutta la mia vita, ho avuto bisogno della sanità pubblica mi sono ritrovato a dover spendere 196 euro a notte per 25 giorni filati così da potermi pagare una persona che mi assistesse a casa dove sono stato rispedito, una volta ingessato. Senza contare che mi sono dovuto procurare da solo il letto particolare che mi sarebbe servito alla degenza».

Benvenuti nella sanità pubblica, dove ormai una visita privata costa meno del servizio offerto dall’Azienda sanitaria.

«Sono riuscito a restare due giorni in ospedale - prosegue il racconto - solo quando qualche giorno dopo l’incidente sono tornato perché la gamba si era gonfiata. Grazie ad un amico medico che si è impuntato, davvero...e lo ringrazio per quello che ha fatto».

L’esperienza dei due giorni di ricovero è stata simile a quella che altri ricoverati testimoniano da settimane: «Mi sono sentito rispondere, avendone necessità, che il reparto di medicina d’urgenza non poteva fornirmi un collirio...Per non parlare di quanto è accaduto con il bicchiere: una volta che quello che avevo mi è stato portato via dal personale addetto alle pulizie, al momento di assumere un medicinale, un altro bicchiere non c’era in tutto il reparto. Ho dovuto chiamare un amico che mi ha portato una confezione di bicchieri di carta. E così ho risolto il problema di assumere i farmaci che mi erano stati prescritti».

Sulla fornitura di posate e bicchieri, nelle ultime settimane la direzione della Asl ha fatto un passo indietro.

Ma questo non significa che non rimangano i problemi sollevati dal professionista che ancora ne avrà, in seguito alle ferite riportate: «Ho avuto l’esito di una risonanza magnetica alla spalla eseguita ll’ospedale di Pisa...Ho tutti i legamenti strappati...Davanti a me ho ancora un lunghissimo periodo di rapporto con la sanità pubblica...». (d.f.)

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