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Concessioni demaniali, la proroga è a rischio di multa

Concessioni demaniali, la proroga è a rischio di multa

Dall'Ue possibili sanzioni fino a 625mila euro al giorno.

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VIAREGGIO. Chiedevano trent’anni di proroga delle concessioni balneari e ne hanno incassati cinque, forse. È finita così la lunga marcia dei balneari italiani costretti alle aste dalla famigerata direttiva Bolkstein. Quella per cui un po’ di tempo fa faceva paura l’idraulico polacco ed oggi spaventa il bagnino greco. I senatori uniti, per dirla tutta, ci avevano provato: in commissione industria il Pd aveva presentato un emendamento contenente la proroga fino al 2045. Ma la commissione bilancio, martedì mattina, ha detto no. Dopo che l’Europa, la sera prima, aveva escluso di netto questa possibilità con parole che avevano sollevate le sabbie delle spiagge italiane. Via libera condizionato a cinque anni, dal 2015 al 2020, considerato un tempo più compatibile con quella che potrebbe essere il frutto della mediazione del Governo con la commissione europea, ferma sulle aste. Sui cinque anni grava ancora l’incognita maxiemendamento sul quale il Governo porrà la fiducia: conterrà o non conterrà la proroga?

Ma l'Italia rischia di pagare una multa da 10mila a 650 mila euro al giorno per l'infrazione delle norme Ue in materia di concessioni delle spiagge. E' quanto si legge nella relazione tecnica al maxiemendamento al dl sviluppo presentato dal Governo. Nel testo approvato dalla commissione Finanze e nel maxiemendamento è compresa una proroga quinquennale, sino al 2020, delle concessioni demaniali balneari che potrebbe essere tra le cause della procedura d'infrazione.

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