Il Tirreno

Versilia

Renzi si tiene la Versilia

di Donatella Francesconi

Voto confermato, ma non a Seravezza e Viareggio. Dove stasera il Pd è in assemblea

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VIAREGGIO. «Questa era l’amichevole...ora bisogna prepararsi a giocare la partita...». Alberto Corsetti, segretario della Federazione versiliese del Pd, commenta da ct della Nazionale di calcio i risultati del ballottaggio Bersani-Renzi. Che in Versilia confermano la vittoria del primo turno, tutta per il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ma a Viareggio segnano un faticoso testa a testa, con il sorpasso del segretario nazionale, Pierluigi Bersani, all’ultimo seggio. E finisce 50,4% per Bersani e 49.5% per Renzi, con 40 voti di differenza.

«Le partite si giocano su due tempi: bisogna avere il fiato lungo e le gambe forti»: il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, ha recuperato il distacco del primo turno e rivoltato il risultato. In una Versilia dove Bersani vince solo a Seravezza, Stazzema e Viareggio. Mentre nei Comuni dove il Pd ha rinnovato la propria classe politica (Camaiore e Massarosa) lo stacco tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani è fortissimo e tuto da gestire negli equilibri interni al partito.

Ai seggi non è successo quasi niente. Anche se, fin dalle prime ore del mattino, ai seggi si è presentato qualcuno che si era iscritto al solo secondo turno attraverso la mail inviata al sito “votodomenica”. Un canale che, però, non era quello ufficiale del partito. E, dunque, le mail ricevute da chi si era iscritto non erano valide per il voto. Qualche protesta, anche pesante, rivolta ai presidenti dei seggi, un dibattito caldo su Facebook (suscitato dall’esperienza di Daniel Griva, esponente del Movimento cittadini), molte telefonate a Maurizio Verona, componente del Comitato versiliese delle primarie che ha cercato di sbrogliare tutte le matasse pur ricevendo, in alcuni casi, insulti pesanti.

Qualche problema è emerso - secondo i “renziani” - anche sulla questione dei registri degli elettori. «Risulta che in alcuni seggi i registri siano incompleti - scrivono Luca Costa, Stefano Nari, Paride Pieraccini -: ci aspettavamo molto di più a anche a livello organizzativo e non è solo una questione versiliese, ma di tutta quanta l'Italia. Temiamo, ora, che le moltissime persone respinte dai seggi si allontanino dall'interesse manifestato verso il PD e la coalizione di centrosinistra. Le feste più belle sono quelle alle quali si partecipa in tantissimi».

In realtà - racconta Alberto Corsetti - «ai seggi non si sono registrati problemi legati ai registri degli elettori. C’è stata, sabato, la “caccia” ad alcuni elenchi di elettori che sono stati poi ritrovati in fondo ad uno scatolone, dove erano stati lasciati al termine del primo turno. Un gruppo di volontari ha passato la notte a trascriverli sul foglio excel, come era stato già fatto per tutti gli altri».

Da questa sera, la “palla” (tanto per restare in tema) è tutta nel campo del Pd viareggino. Che torna a riunire l’assemblea comunale, chiamata a votare le linee programmatiche della coalizione di centrosinistra. Linee programmatiche che i “renziani” non mettono in discussione, pur con pesanti critiche: «È talmente evanescente - spiega Paolo Casini e privo di reali contenuti che si può anche condividere». Nelle scelte fin qui fatte, Casini vede un limite: «Quello che si finisca con il consegnare la coalizione al candidato sindaco, sperando che vada bene e non arrivi tempo brutto...»,

Questa sera l’assemblea comunale è chiamata anche a votare il regolamento per le primarie: «È bene farlo - prosegue Casini -: poi sta agli altri decidere cosa fare». Alla domanda se vi sia o meno ancora margine per un candidato unico che eviti le primarie (che potrebbero tenersi addirittura a Befana), Casini risponde: «Penso di no».

Per il segretario versiliese, Corsetti, non è più il tempo di riflettere: «Domani sera (oggi per chi legge, ndr) spero si decida di andare avanti con le linee di indirizzo stabilite insieme alla coalizione e spero che esca la linea definitiva per le primarie comunali».

La sensazione - confermata da qualche “voce” - è che vi possa essere uno “scambio”: i renziani votano il documento che lega il Pd alla coalizione di centrosinistra, e i candidati fin qui più o meno in corsa fanno un passo indietro, lasciando che ad indicare chi rappresenterà la coalizione alle elezioni amministrative del 2013 sia un nome scelto dal partito.

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