Il dolore
«Quelle battute al cinghiale sono insicure»
Le doppiette del Distretto 1 protestano contro il permesso di spingersi nelle vicinanze delle case
PIETRASANTA. Cacciatori contro sindaco. A Pietrasanta le squadre del distretto di caccia n. 1 non sono d’accordo con alcune decisioni contenute in ordinanze sindacali e - per protesta - hanno deciso di non ritirare i registri delle battute dei mesi prossimi mesi.
Con un’ordinanza, il primo cittadino ha dato via libera alle battute al cinghiale anche in aree che tradizionalmente non hanno questa “vocazione”. Tali decisioni «sono state fatte senza senso tecnico e senza attenzione per la sicurezza - commenta Pietro Ricci, responsabile del Distretto - Solo per fortuna non si sono verificati incidenti».
«Le battute vicino alle strade e alle case e la maggior parte di esse senza l’ausilio della vigilanza - continua - non danno una bella immagine del cacciatore».
Ci sono altri aspetti che secondo le doppiette rappresentano delle vere e proprie criticità. «Assurdo è prevedere un obbligo di fare battute - spiega Picci - C’è chi sostiene che le squadre del mio distretto non abbattono i cinghiali; e invece è capitato che anche altre squadre non li hanno scovati».
«Si può dimostrare in qualsiasi momento - aggiunge - che i cinghiali scorazzano nelle aree dove si sono registrati danni e poi rientrano all’interno del Parco delle Apuane, per ripararsi».
«Non ci sembra giusto - è la posizione del responsabile del Distretto n.1 - che noi dobbiamo pagare danni ingenti mentre nessuno obbliga il Parco ad intervenire con abbattimenti mirati».
Ecco la situazione sanzionatoria che grava sul Distretto. «Questo distretto dovrà versare 15.460 euro (182 cacciatori) per coprire i danni che ammontano a 1.207,29 euro; c’è qualcosa che non torna - conclude Ricci - All’ultima riunione in Provincia ero stato assicurato che la quota sarebbe stata ritoccata al ribasso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google