Il Tirreno

Versilia

Disoccupati e disabili negli uliveti pubblici

di Tiziano Baldi Galleni
Disoccupati e disabili negli uliveti pubblici

Un successo il progetto portato avanti dalla Coop Millefiori con Seravezza e la parrocchia di Camaiore

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QUERCETA. Chi l’avrebbe mai detto che gli oliveti del Comune avrebbero dato un’occupazione di lavoro a tre persone? E invece è proprio quello che è successo a Seravezza.

Non solo i terreni saranno tenuti puliti gratuitamente, ma i tre ragazzi potranno ricavare un piccolo stipendio grazie alla vendita dell’olio ricavato dalla raccolta delle olive. Quando si dice: ottenere due risultati con un unico sforzo. Questo sistema sperimentale rientra nel progetto di agricoltura sociale portato avanti dalla cooperativa Millefiori con l’amministrazione di Seravezza. A sbattere gli olivi e fare la raccolta sono un ragazzo invalido e altre due persone precedentemente disoccupate, che adesso hanno un lavoro stagionale e produrranno l’olio extra vergine dalle piante del Comune. I terreni sui quali stanno lavorando sono quello intorno alla Casa dei Giovani e in piazza Falcone e Borsellino, nel campo lungo via della Solidarietà e quello adiacente alla Casetta dell’acqua.

«Qualcosa di simile avevamo già in testa – spiega Roberta Lombardi, assessore alle politiche sociali – poi la cooperativa Le Briccole con la parrocchia di Camaiore ci hanno proposto questa iniziativa e l’abbiamo subito accolta con entusiasmo. È un progetto sperimentale mirato a sostegno delle persone socialmente deboli e portatori di handicap. L’auspicio è quello che il progetto si possa estendere maggiormente. E al riguardo faccio un appello a tutti i cittadini che hanno uliveti incolti, anche solo in parte, che magari per l’età o per poca disponibilità di tempo non sono in grado coltivare. C’è già un signore che forse ci darà la disponibilità per raccogliere le olive del suo campo. In sintonia con la politica della nostra amministrazione cerchiamo di tutelare le categorie svantaggiate per dare una risposta al sociale della comunità seravezzina». A dare l’input a questa iniziativa è stata proprio la coop Millefiori, costituita dalla cooperativa Le Briccole e dalla parrocchia di Camaiore con Don Damiano, che insieme portano avanti, da qualche anno, dei progetti simili a Massarosa e a Camaiore. «La nostra parrocchia ha messo a disposizione diversi terreni e insieme alla coop Le Briccole stiamo coordinando già 14 persone. Ci prendiamo cura di ragazzi portatori di handicap, persone disagiate e alcuni usciti dalle strutture carcerarie». I ragazzi lavorano a questi progetti, come la produzione di miele, in cambio di un voucher, e poi le coop si occupano della vendita dei prodotti a mercatini e fiere. E il lavoro viene affiancato anche da alcuni corsi che i ragazzi svolgono anche nella Casa dei Giovani.

«Si chiamano Scholé, e istruiscono – spiega Chiara Castiglioni, presidente della Coop Le Briccole - i ragazzi diversamente abili a prendere confidenza con i soldi, con il computer e con le azioni pratiche di tutti i giorni come andare alla Posta». Insomma un progetto che lega insieme lavoro, sociale, beni pubblici, e cultura, che per il sindaco Ettore Neri è «un’ottima proposta che si inserisce nell’area della Casa dei Giovani. Nella prospettiva – commenta Neri - di un decollo che parte proprio da ciò per cui è nato questo spazio dedicato ai ragazzi».

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