Il Tirreno

Versilia

Tumori, l’hospice apre all’ex Tabarracci

di Donatella Francesconi
Tumori, l’hospice apre all’ex Tabarracci

Stop al Contesso di Nocchi. Il dottor Buono: ho ricevuto assicurazioni dalla Asl che non ci saranno tagli ai posti letto

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VIAREGGIO. L’hospice di Nocchi non c’è più. Trasferito armi e bagagli a Viareggio, nell’ala di ex Tabarracci trasformata in residenza sanitaria assistita con una costosa operazione tutta gestita dall’Azienda speciale pluriservizi. Otto posti a Viareggio, come otto erano a Nocchi, nella bella villa “Contesso”. È accaduto tutto ai primi di ottobre. In gran segreto. Nè Asl, né Asp, e neppure i due Comuni, di Camaiore e Viareggio, hanno sentito l’esigenza di comunicare ai cittadini che cosa era accaduto.

«Il contratto della Asl con la gestione del Contesso - spiega Aurelio Buono, responsabile unità operativa cure palliative della Asl Versilia - scadeva il 12 ottobre del prossimo anno. Ma abbiamo avuto la disdetta da parte della proprietà dell’immobile e abbiamo dovuto traslocare in tutta fretta». La Asl non ha rinnovato la convenzione con la Rsa del “Contesso” nelle stesse settimane in cui nasceva la Rsa di Asp a Viareggio e - al termine di un lungo braccio di ferro - la proprietà del Contesso così ha deciso di agire. Al posto del personale che lavorava a Nocchi (a proposito: che ne è stato, dove sono finiti quei lavoratori?) è arrivato quello della cooperativa”Di Vittorio” che al momento opera per Asp. Nelle prossime settimane l’Azienda presieduta da Mario Terrile bandirà la gara per assicurare il servizio in maniera strutturata. «Ringrazio questo personale qualificatissimo - spiega Buono - che nel periodo del passaggio dell’hospice all’ex Tabaracci ha fatto anche il doppio turno, smontando dalla notte per assicurare di giorno che tutto fosse pronto per il trasferimento dei pazienti arrivati da Nocchi». Asp assicura alla Asl il personale, la pulizia e la mensa: «Con lo stesso identico contratto che la Asl aveva con la proprietà del Contesso», aggiunge Aurelio Buono.

Un piccolo “miracolo”, in tempi in cui la sanità pubblica è «in una condizione economica disperata». Ma - aggiunge il dottor Buono - ho avuto tutte le rassicurazioni possibili dal direttore generale Baldacchini che non ci saranno tagli ai posti letto dell’hospice. In un quadro in cui «la sanità sta saltando completamente», aggiunge Buono: «Se si va all’estero si vede che questo tipo di strutture sono gestite, per esempio in Inghilterra, con un contributo del 30% che arriva dallo Stato e per il resto con il volontariato». Un sistema misto pubblico-privato che sembra l’ultima frontiera del sogno italiano in materia di salute: Bisogna far capire all’utente che la sanità sta cambiando - conclude il dottor Buono - e che per trent’anni, probabilmente, si è dato troppo a tutti...».

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