Sicurezza
Il Comune pronto a far pagare l’affitto di impianti e palestre
Opposizioni all’attacco: le società avranno difficoltà L’assessore: «È solo una garanzia per tutelarci»
CAMAIORE. Una cauzione per tutte le società sportive che usano le palestre pubbliche. Ma una cauzione che ha tanto il sapore di un contributo a fondo perduto. E, dal prossimo anno, una tariffa per l'affitto delle stesse palestre, sia per le società che per le associazioni sportive. È stato approvato tra mille polemiche il nuovo regolamento delle palestre del Comune di Camaiore. Di un regolamento, effettivamente, c'era bisogno. E lo ammette anche chi, come l'opposizione (specie con Marco Daddio di Per Matteucci sindaco, lo stesso Alberto Matteucci del Pdl e PierFrancesco Pardini delll'Udc) ne ha contestato le modalità. Ce n'era bisogno da quando erano state abolite le circoscrizioni. Prima infatti erano i parlamentini locali a stabilire regole e modalità per l'assegnazione delle palestre alle società. Poi, con l'abolizione delle circoscrizioni, era rimasto un buco normativo, e di fatto mancava un vero e proprio regolamento. «Succedeva in questi anni - spiega l'assessore allo sport Veronica Cortopassi - che alcune società avevano più strutture, e altre nessuna. Inoltre succedeva che alcune società e iscritti di Camaiore erano penalizzate rispetto a società da fuori Comune: con questo regolamento invece diamo priorità alle nostre società, e a quelle che hanno almeno un 50% di iscritti residenti sul territorio di Camaiore».
Il regolamento presentato, discusso e approvato riguarda tutte le palestre pubbliche del Comune, e tutte le società o associazioni che fino ad oggi le hanno utilizzate: la scuola media Pistelli, le elementari Tabarrani, le due palestre del polo scolastico di via Trieste a Lido, la palestra della Rosso San Secondo di Capezzano e delle materne di Vado, la palestra di via Beata e quella di Villa Le Pianore. Alle squadre sportive che vorranno prendere in gestione una di queste palestre sarà chiesto un contributo di 500 euro. «È un deposito cauzionale - spiega Cortopassi - che sarà restituito 60 giorni dopo che la società avrà riconsegnato le chiavi». Qui però sorge l'obiezione, più che politica di alcune associazioni sportive che sono già sul piede di guerra. In teoria infatti una società dovrebbe versare 500 euro al Comune all'inizio della stagione sportiva, sfruttare la struttura per 7-8 mesi, aspettare altri due mesi per vedersi riconsegnare le 500 euro, e doverle dare di nuovo al Comune, due mesi dopo, per la stagione successiva. «Questo è vero - ammette Veronica Cortopassi - ma come insegnante so anche che le palestre, molto spesso, venivano utilizzate in maniera impropria. Non possiamo lasciarle sporche per il mattino successivo, quando devono essere utilizzate dai bambini delle scuole. Per questo quel contributo servirà a garantire che le associazioni e le società rispettino le palestre come strutture di bene e uso comune». L'opposizione su questo punto ha molto combattuto, specie Daddio e Pardini. «Abbiamo chiesto - spiegano i due rappresentanti dell'opposizione - che fossero esentate da questo pagamento le società che si occupano dei settori giovanili, anche per la loro funzione sociale che svolgono sul territorio. Un conto è far pagare una squadra di serie B, un conto è far pagare, e questo non è giusto, una piccola palestra che insegna, ad esempio, basket a 50 ragazzi».
Per alcune società, inoltre, 500 euro in contanti possono essere un problema. «Meglio una fideiussione di 60-70 euro l'anno», propone Pardini. Proposte però rinviate al mittente dalla maggioranza. Anche un altro il punto contestato dalla minoranza consiliare. Il punto nove del regolamento, che recita: «La Giunta Comunale può deliberare una tariffa d’uso orario da applicare alle Associazioni che utilizzano gli spazi all’interno delle Palestre comunali e adottarle con propria deliberazione rivedendole eventualmente entro il 30 giugno di ogni anno per l’anno successivo». «Questo di sicuro non succederà quest'anno", assicura l'assessore allo sport, che però non esclude non possa essere fatto dal prossimo anno. Ed è proprio su questo aspetto che ha insistito la minoranza. «Se non si ha intenzione di far pagare le società, perché si lascia la possibilità alla giunta di cambiare le cose?". La replica è della stessa Cortopassi: «Lo abbiamo fatto per tutelarci. In ottica d spending review non ancora completata, le leggi vengono cambiate dalla mattina alla sera».
Marco Pomella
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