Italia
«È stata una scelta di carattere culturale»
VIAREGGIO. «Se ci sono errori di natura tecnica sono ben contento se qualcuno ce lo dice...». Fabio Lucchesi è uno dei docenti di architettura membro della commissione la cui decisione ha indotto...
VIAREGGIO. «Se ci sono errori di natura tecnica sono ben contento se qualcuno ce lo dice...». Fabio Lucchesi è uno dei docenti di architettura membro della commissione la cui decisione ha indotto Alessandro Rizzo, architetto, a presentare ricorso al Tar. Contestano l’assegnazione di due insegnamenti ad un filosofo (Emanuele Lago) e ad un paesologo, Franco Arminio, che non è laureato.
«Il ricorso è più che legittimo se si ritiene che vi siano i presupposti», così argomenta Lucchesi, intervenendo dopo la presa di posizione analoga del presidente della commissione, professor Francesco Ventura. «Ma se qualcuno pensasse che vi sia stato, per così dire, del malaffare, sarei molto amareggiato».
Lucchesi sottolinea «il gran lavoro culturale del lavoro di Franco Arminio, del quale sarei onorato di essere amico». E pone l’accento sulla questione che, al di là del caso specifico, il ricorso di Rizzo ha sollevato: è possibile affidare incarichi di insegnamento nell’università italiana a persone che non abbiano la laurea? «Se questo fosse il dibattito - continua Lucchesi - sarei ben contento di ammettere l’errore...Ma chiedo: se si fosse chiamato ad insegnare Pier Paolo Pasolini, qualcuno avrebbe sollevato la questione che non era in possesso della laurea?».
I l ricorso presentato da Alessandro Rizzo ha suscitato molto scalpore nell’ambiente universitario fiorentino. Per il 19 dicembre è fissata l’udienza al Tar. Al quale gli avvocati Maurizio Dalla Casa e Beatrice Pieraccini hanno chiesto, intanto, un provvedimento di urgenza: gli incarichi assegnati a Lago e Arminio, infatti, non sono stati ancora ratificati con delibera di facoltà. E non se ne capisce il motivo, che non traspare dagli interventi di Ventura e Lucchesi. (d.f.)
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