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Valdicastello in lutto piange il suo Andrea

Valdicastello in lutto piange il suo Andrea

Il dolore del paese per la scomparsa del gestore del circolo Cro Arci «Era diventato uno di noi: con le sue iniziative ha rianimato il locale»

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PIETRASANTA. Sulla porta del Cro di Valdicastello ieri mattina campeggiava la scritta «Chiuso per lutto». La notizia della morte di Andrea Sforza nell’incidente sul viale Apua ha colpito un paese intero. Andrea del Circolo non era solo il gestore, ma anche l'anima, uno di quelli sempre con una idea in testa e che aveva fatto del Cro non solo un punto di ritrovo, ma anche un luogo di impegno e di riflessione con le serate a tema abbinando impegno sociale e buona cucina casalinga. Ieri sera i suoi amici, quelli di tutti i giorni, quelli della colazione, del frizzantino prima di pranzo e della birra alla sera per tirare fino a chiusura tra chiacchiere e l'impegno politico, si sono ritrovati lì davanti ad una porta che per qualche giorno resterà chiusa, perché se ne andata l'anima di un posto che non sarà più lo stesso.

Gran parte della vita di Andrea si svolgeva al Circolo che aveva preso in gestione dal 2009: apertura alle 7 per i più mattinieri e poi giù fino alle 23 ed anche oltre, quando salutava gli ultimi amici per andare a dormire a due passi dal Cro, in via Tre Fontane, dove si era trasferito da una decina anni. In una comunità tradizionalmente un po' chiusa in se stessa, orgogliosa delle proprie tradizioni, della sua storia, delle sue associazioni, un po' diffidente con i forestieri, già tali in fondo alla salita che porta al paese, Andrea era entrato come un terremoto con il suo sorriso e la sua capacità di fare gruppo e squadra. Dal 2009 il Cro era come rinato, non più ritrovo di qualche anziano annoiato, ma cuore pulsante del paese dove parlare e discutere di tutto: dal lavoro allo sport, all'impegno sociale, dall'impegno nella Associazione XII Agosto di cui era segretario da due anni e che da qualche tempo è sorta per recuperare tradizioni del paese di Valdicastello, ricordare il tragico 12 agosto 1944 in cui il Paese fu sconvolto dopo la strage di Sant'Anna da un feroce rastrellamento dei nazifascisti che portò al l'uccisione di 14 innocenti al Molino Rosso e che oggi promuove manifestazioni culturali d'arte e di letteratura.

La vita di Andrea era impegno più sociale che politico che trovavano riscontro nell'immagini di Che Guevara che campeggiava all'ingresso del Circolo al cappellino verde militare con una stella rossa che indossava ogni tanto. L'impegno era il darsi agli altri con un sorriso che non mancava mai sul suo viso che aveva cambiato la comunità che lo circondava.

Adesso c'è anche incertezza sul futuro del Circolo di Valdicastello e soprattutto sgomento nei tanti amici che frequentavano il bar. Uno di questi è Giovanni Bresciani che vive proprio di fronte al Circolo e non si capacita di ciò che è successo: «Viene solo da dire che se ne è andata una persona speciale e quasi unica. Sembrava nato a Valdicastello per come era riuscito ad inserirsi nella nostra comunità, anche se sono poco più di dieci anni che abitava in paese. Aveva sempre in mente qualcosa, la fagiolata, la serata della trippa, quella del baccalà e poi le serate a tema, quella su De André o altre cose. L'importante era stare insieme e passare delle ore in serenità e animare il Circolo. La sua passione era la cucina e da quando aveva preso la gestione del Circolo c'era sempre una iniziativa da organizzare. Per noi era un punto di riferimento. Aveva un cuore grande come una casa, era sempre sorridente».

Gli fa eco Ivan Fambrini, un altro degli amici del bar insieme al fratello che non riesce a parlare: «Difficilmente si incontrano persone come Andrea, estroverso e con una grande capacità di organizzare eventi e di coinvolgere gli altri. Da quando Andrea aveva preso la gestione del Circolo, il Cro era diventata l'anima del paese e il merito era in gran parte suo che aveva fatto di quel posto la sua vita. Noi amici abbiamo mille ricordi delle serate con la musica, il latinoamericano e tante, tante iniziative. La mattina alle 7 era già alla macchina del caffè e non usciva prima della mezzanotte.

Era un posto dove andava ormai solo qualche anziano ed invece lui aveva richiamato i giovani del paese che si incontravano tutti lì. Sembrava fosse sempre stato a Valdicastello: da due anni era anche entrato nella Associazione XII Agosto che da anni svolge iniziative per il paese perché gli piaceva darsi da fare. Era un tipo speciale, è una brutta perdita per tutti. Stasera (ieri sera, ndr) noi frequentatori del Circolo ci ritroveremo per salutarlo un'ultima volta, anche se non riusciamo a vedere un futuro per il Circolo senza Andrea. Se ne è andata l'anima di questo posto» . (m.m.)

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