Il Tirreno

Versilia

«Ridateci le maestre per i nostri bambini»

Contratti in scadenza al venti dicembre in nidi e materne, ma dal Comune ancora nessuna notizia

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VIAREGGIO. “Vedremo, faremo, diremo...”: così si sono sentiti rispondere nei giorni scorsi genitori ed insegnanti chiedendo conto agli uffici del commissario prefettizio dei contratti in scadenza al 20 dicembre prossimo per le maestre precarie. Mentre la data di scadenza si avvicina, le famiglie fanno sentire la propria voce al fianco del lavoro fondamentale di queste insegnanti. «Viola frequenta da pochi mesi l’asilo “Baloo” dove ha trovato un’insegnate di sostegno eccezionale con la quale ha imparando a camminare e guadagna ogni giorno in autonomia. Ma il venti dicembre le scade il contratto, ci dicono in virtù di un regolamento modificato dall’amministrazione Lunardini. È assurdo!». Andrea Paciè uno abituato a far sentire la propria voce, visto che di professione fa il dj. Questa volta la usa per difendere il diritto di sua figlia Viola e degli altri bambini a trovare a scuola ciò di cui hanno bisogno: «Avranno tutti il sostegno fino al venti dicembre: dopo non si sa se e quando riparte...». La richiesta delle famiglie è diretta al commissario Mannino: «Faccia come in altri Comuni. dove è stato assicurata la continuità didattica. Perché a Viareggio non si può?».

Sulla vicenda interviene anche un nonno autorevole come Milziade Caprili: «La mia piccola Alice - e con lei le bambine e i bambini con cui ha fatto amicizia nel primo anno alla scuola dell'infanzia "Angelo Basalari" - avranno una festa di Natale solo per la "testardaggine" delle maestre e per il contributo, fattivo, delle famiglie. Dicono che una festa all'interno della scuola non si può fare, quest'anno, per motivi collegati alla troppa affluenza e al fatto che non vi sarebbe sicurezza nelle pedane o in quant' altro si debba mettere in funzione. Si farà all' aperto, tempo permettendo».

Caprili testimonia cosa sta accadendo nelle scuole d’Italia, «dove mancano dai pennarelli alla carta igienica e su dieci maestre, tante ne conta la Basalari, quattro vedono avvicinarsi la scadenza del contratto e potrebbero essere cancellate assieme ad altre due maestre di sostegno». Per non parlare «del cancello sulla strada che non chiude da mesi» o del fatto che «si debba pregare per avere qualcuno che metta in funzione l' impianto d'irrigazione. Ci sarebbe un genitore in grado di fare gratis e subito questo lavoretto. Ne avrebbe le competenze, anche. Ma non si può, l' articolo tale del decreto tal'altro lo impedisce. Continuando così rischiamo di mettere in discussione anche le scuole dell'infanzia ed il sistema scolastico comunale, costruito negli anni con il lavoro di tanti e di tante. La crisi, di cui Alessio, Alice, Anna, Margherita, Paolo non hanno alcuna responsabilità, dovrebbe implicare anche una rinnovata capacità di scegliere come impiegare le pur risicate risorse disponibili». (d.f.)

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