Il Tirreno

Versilia

«Qualità per salvarsi dalla Bolkestein»

di Franco Angelo Calotti
«Qualità per salvarsi dalla Bolkestein»

La soluzione alle aste forse contenuta nella prima direttiva dell’Uni: «Forte è l’ eccellenza e un modello per l’Italia»

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FORTE. La Bolkenstein si può sconfiggere con la qualità e l’eccellenza. Un passepartout che da qualche giorno, a Forte, sta trovando molti convinti assertori, proprio tra i più diretti interessati a ciò che accadrà alle loro concessioni alla fine del 2015. E la chiave di lettura di questo improvviso ottimismo è l’annuncio che l’Uni, l’importante Ente Italiano di Unificazione, ha pubblicato la sua prima “Prassi di riferimento” dedicandola proprio agli stabilimenti balneari, dopo aver preso come riferimento d’eccellenza proprio i famosi Bagni di Forte e ad aver lavorato fianco a fianco con l’Unione Proprietari Bagni di Forte.

A giustificare orgoglio e speranze è stata Adarosa Ruffini, docente all’Università di Pisa e celebre avvocato: «Quando verranno riassegnate le concessioni perché non dovrebbero andare a chi rappresenta, oggi, un riferimento e il massimo nel settore in Italia?». Un ragionamento che non fa una piega e che da qualche giorno è codificato in un volume preparato dall’Uni e che rappresenta anche la prima Prassi di riferimento italiana. “Stabilimenti balneari. Requisiti per la sicurezza, qualità, fruibilità e sostenibilità dei servizi” – questo il titolo del documento - raccoglie le caratteristiche che da oggi, sono irrinunciabili per quanti, in Italia, vogliano definire d’eccellenza il proprio stabilimento balneare, ovunque sia ubicato sulle coste del Belpaese.

La soddisfazione dei balneari è stata espressa dal presidente, Franco Giannotti: «Con questo documento abbiamo colmato una lacuna che si avvertiva nel settore. Avere una prassi di riferimento che stabilisca i requisiti di qualità, di sicurezza, di fruibilità e di sostenibilità dei servizi serve a qualificare il nostro lavoro. Non solo: svolgere l’attività avendo come riferimento tali requisiti ha ovviamente una diretta e positiva ricaduta in termini di soddisfazione del cliente. Così si chiude peraltro, uno sforzo iniziato anni fa e che grazie all’intuito dell’avv. Ruffini costituisce, un percorso virtuoso per migliorare le nostre aziende».

«Sono orgogliosa di dire che l’Upb di Forte è leader in Italia – ha commentato per parte sua la stessa Ruffini - e grazie ai balneari si è compiuta la ricerca molto forte di una strategia che salvi questa attività, che già adesso si qualifica come attività imprenditoriale e che come tale merita un riconoscimento effettivo per come è esercitata. E se ciò è vero in tutta Italia, a maggior ragione lo è qui. Noi abbiamo qualificato lo stabilimento balneare come un sito produttivo e adesso – ha continuato Ruffini - se l'attività balneare verrà effettuata secondo la Prassi di riferimento dell’Uni sarà eccellente per definizione. Prassi che è stata modellata secondo le modalità con cui viene effettuata da sempre al Forte l'attività di balneazione e che adesso grazie ad Uni costituisce un riferimento per tutti. E siccome questo riconoscimento stabilisce per tutta Italia come si effettua la balneazione secondo i canoni di Forte, stabilisce, al tempo stesso, in maniera inequivocabile che Forte in questo campo rappresenta l’eccellenza italiana».

A spiegare cosa sono Uni e una prassi riferimento è stato il direttore delle relazioni esterne dell’ente, Ruggero Lensi. L’ente, per chi non lo conoscesse, studia, elabora, approva e pubblica le norme tecniche volontarie - le cosiddette "norme Uni" - in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario. E le norme sono documenti che definiscono lo stato dell'arte di prodotti, processi e servizi, specificano cioè “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l'ambiente e prestazioni certe. «Normativa – ha spiegato Lensi – che non si applica più solo ai prodotti ma anche ai servizi proprio per qualificare la loro bontà in Europa. Quella pubblicata e approvata lo scorso 13 novembre non è ancora una norma, ma una prassi cioè un modello da seguire e chiunque da quel giorno la può già utilizzare. La prassi, peraltro, viene elaborata in tempi più rapidi di una norma e dà una risposta veloce alle esigenze del settore. Questa è dunque, oggi, il primo e unico riferimento per definire i servizi di balneazione in Italia».

Ad entrare nello specifico e dettagliare quanto preveda la Prassi di riferimento Uni 1/2012 è stato, invece, il presidente della Commissione tecnica dell’ente, Ivano Roveda, che ha illustrato il volume che contiene le prescrizioni tecniche e anche alcune schede di rilevazione attraverso le quali sarà facile per ognuno accertare il livello qualitativo reale del proprio stabilimento balneare. Tra le cose previste per i bagni che rispondano fin da adesso ai requisiti previsti da Uni c’è anche un nuovo criterio di classificazione in sei livelli, basato sulla tipologia dei servizi erogati. E non è tutto, perché lo step finale per ogni stabilimento sarà la certificazione che verifichi l’adesione alle richieste della Prassi di riferimento, come ha confermato il prof. Giorgio Berloffa che presiede uno degli enti certificatori. E che forse lo slogan “Qualificarsi per salvarsi” ha qualche fondamento, lo si evince anche da ciò che ha raccontato lo stesso Berloffa. Nei giorni scorsi - ha raccontato - la Prassi sugli stabilimenti balneari è stata presentata a Roma al Ministero, dove, «il Capo di gabinetto che pensava di doversi sorbire la solita protesta dei balneari, ha poi cambiato rapidamente atteggiamento accogliendo con grande interesse il documento UNI, al punto da impegnarsi a farlo proprio e a presentarlo alla Conferenza Stato-Regioni».

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