Il dolore
Due grandi passioni: Forte e Inter
Il presidente rossoblù Piero Tosi: «Sabato giocheremo con il lutto al braccio»
PIETRASANTA. Quando è inconsapevolmente andato incontro alla morte, Andrea Sforza era da poco uscito dal Palazzetto dello sport di Vittoria Apuana. Tifosissimo dell’Hockey Forte dei Marmi, martedì sera era al suo posto, sui gradoni della tribuna, a sostenere la squadra rossoblù contro il Valdagno. Se una piccola consolazione può esistere in un momento di dolore come questo, è che Andrea se ne è andato per sempre con negli occhi le immagini di una delle più belle partite mai disputate dal Forte dei Marmi. E poco importa se alla fine a vincere erano stati proprio i campioni d’Italia in carica, la cui tifoseria è per altro gemellata con quella rossoblù.
Il presidente del Forte, Piero Tosi, lo ricorda proprio così, allegro e spensierato, a sventolare un bandierone rossoblù e ad incitare i giocatori che spesso aveva ospitato a cena al circolo Arci di Valdicastello. «Martedì sera, quando durante la partita è andata via la luce per un black out, tutto si è fermato. E mentre aspettavamo di riprendere a giocare, a bordo pista ho visto Andrea, con un enorme bandierone, a lambire anche i giocatori in pista. Lo conosciuto solo un anno fa, lo ricorderò così, per sempre», spiega commosso il numero uno della società. Che annuncia: «Sabato prossimo, a Sarzana, giocheremo con il lutto al braccio per ricordarlo. E’ il minimo che possiamo fare...»
E proprio sugli spalti del Palasport Andrea Sforza è ritratto in una delle foto più belle che in queste ore di dolore gli amici fanno girare su Facebook. Sorridente, con la sciarpa rossoblù al collo, mostra la riproduzione del cartello autostradale dell’uscita Versilia. Era diventato uno degli striscioni simbolo della rivalità con il Cgc Viareggio in occasione delle semifinali scudetto della scorsa stagione. Un modo goliardico per sottolineare come Viareggio non facesse parte della Versilia storica.
E proprio su Facebook, sul profilo dell’Hockey Forte, uno degli amici, lo saluta con un invito: «Ciao Andrea, insegna a sventolare le bandiere agli angeli». E il cordoglio arriva anche dai tifosi delle altre squadre di hockey: da quelli del Valdagno fino a quelli del Prato.
Ma, oltre a quelli rossoblù, nel cuore di Andrea erano stampati anche altri due colori: il nero e l’azzurro. Quelli dell’Inter, squadra per la quale ha sempre orgogliosamente tifato. Anche quando la squadra milanese non era abituata a vincere in Italia e in Europa.
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