Il Tirreno

Versilia

Cena da 800 euro con la carta aziendale

di Gabriele Dini
Cena da 800 euro con la carta aziendale

Processo all’ex-presidente Ersu Bertuccelli: spunta un conto svizzero. Incompatibilità di un giudice, i tempi si allungano

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VIAREGGIO. Conti svizzeri, bonifici verso personaggi sconosciuti, spese non giustificate in ristoranti di lusso e negozi di marca con la carta di credito aziendale. Il processo che vede come imputato l’ex presidente di Ersu Valerio Bertuccelli (è rimasto in carica dal 2000 al 2007) fa emergere ancora nuovi dettagli e somiglia sempre di più a un intrigo internazionale da thriller. L’ultimo “colpo di scena” ha però poco di cinematografico e riguarda l’incompatibilità di un giudice. Ma rischia comunque di far ripartire da capo tutto il processo per le spese contestate all’ex-presidente della società che si occupa della gestione dei rifiuti per i comuni di Pietrasanta, Forte, Massarosa, Seravezza e Stazzema.

Il giudice incompatibile. Ieri nell’aula collegiale era prevista una nuova udienza del processo cui avrebbe dovuto partecipare il principale testimone dell’accusa, l’ufficiale dei carabinieri Walter D’Andrea che ha svolto tutta l’indagine.

Ma invece del contro-interrogatorio del teste da parte di difese (il legale di Bertuccelli è l’avvocato Filippo Tarchi) e parti civili (a rappresentare la danneggiata Ersu è l’avvocato Debora Ianniello) ieri in aula non si è potuto far altro che decidere un nuovo rinvio.

Il motivo? Da pochi mesi nel collegio presieduto dal giudice Carlo Annarumma è entrato l’ex-giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lucca Simone Silvestri. Fu proprio lui, nella veste di Gup, a rinviare a giudizio Bertuccelli nello stesso procedimento.

In casi come questo il codice di procedura penale prevede un’incompatibilità del giudice, visto che si rischierebbe di ledere il diritto alla difesa dell’imputato.

A questo punto il processo deve passare a un altro collegio e tutta l’attività istruttoria fatta finora rischia di essere “annullata”. In parole povere il processo potrebbe ricominciare da capo.

Il conto in Svizzera. Nelle prime udienze del processo Ersu (l’accusa è di peculato) si era parlato di prelievi di denaro contante, cene e altre spese (come biglietti aerei per alcuni familiari di Bertuccelli) sostenute con una carta di credito aziendale della società pubblica Ersu (la difesa ha detto di poter dimostrare che quelle spese erano giustificate).

Ma in aula, nello scorso febbraio, nell’ultima udienza prima del nuovo rinvio il pm Origlio aveva fatto emergere alcuni dettagli inediti di un conto svizzero su cui Bertuccelli avrebbe effettuato dei versamenti tramite bonifico.

In teoria quei versamenti - effettuati anche su altri conti - sarebbero serviti a portare avanti un progetto per una discarica di rifiuti in Brasile assieme a una società chiamata Multibusiness Limitada

Per gli inquirenti quel conto apparterrebbe però a due cittadini brasiliani di origine italiana. Che non avrebbero alcun legame con la Multibusiness.

Sempre secondo gli inquirenti tra il gennaio 2003 e l’estate 2006 nel progetto in Brasile Ersu avrebbe speso quasi 200mila euro.

In aula i successori di Bertuccelli alla guida di Ersu hanno disconosciuto quel progetto. Nel frattempo la società - come ha sottolineato l’ex-presidente Marco Marchi - ha anche eliminato tutte le carte di credito aziendali e ha messo in piedi un sistema di controllo delle spese.

Gli elenchi delle cene. Il sostituto procuratore Origlio ha anche fatto allegare agli atti un elenco delle spese sostenute da Bertuccelli.

Tra queste ci sono acquisti di biglietti aerei per il Brasile, oggetti acquistati in negozi di beni di lusso come Brooksfield e Timberland (sempre in Brasile) e in profumerie di aereoporti europei come quello di Orly a Parigi. Per esempio nel dicembre 2005 viene registrato un acquisto da 900 euro alla Brooksfield di San Paolo

E poi c’è un lungo elenco di cene in conosciutissimi ristoranti versiliesi e non. Come , per esempio, Piccolo Tito e Da Stefano a Viareggio, Nonsolovino o Da Beppino a Pietrasanta, Il Centro Storico e da Franco a Camaiore. In molti casi le cifre spese sono molto piccole e quindi possono rientrare tra le spese per normali pasti che un dirigente deve pagarsi.

In altri casi le spese sono molto più alte o magari la località indicata è poco indicata per ritrovi di affari. Per esempio le cene (ma anche i soggiorni) consumate durante i viaggi in Brasile. Oppure in località come Sirmione sul Lago di Garda o a Riccione (nel novembre 2006 c’è un conto da 800 euro al ristorante azzurra di Riccione).

Secondo la difesa - che durante il processo è riuscita a mostrare pezze giustificative per diversi conti - si tratterebbe di normali spese di rappresentanza. Per la procura di spese ingiustificate.

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