Il Pd rinvia il voto sull’alleanza a sinistra
Se ne riparla lunedì a ballottaggio nazionale concluso. Ma i renziani sono determinati a non fare l’accordo
VIAREGGIO. Tutto rinviato al prossimo lunedì, in via Regia, quando la bufera delle primarie (e qui le previsioni sono purtroppo esatte...) sarà passata. Già. ma la domanda d’obbligo è “tutto cosa?”. Lunedì sera, nell’assemblea convocata la settimana prima dal segretario comunale Glauco Dal Pino (i bersaniani non mettevano in conto la vittoria dei “renziani” a Viareggio) si sarebbe dovuto discutere l’accordo programmatico con la coalizione di centrosinistra. Nei confronti della quale una parte di Pd vuole l’accordo elettorale in vista delle amministrative 2013, ed un’altra - i “renziani” - ha una posizione che guarda decisamente altrove, fermi sul no alla coalizione che sono Giuseppe De Stefano (e Silvio Berlusconi) può ancora definire “sinistra estrema”, parlando di Sel e Federazione della sinistra».
Dunque, lunedì che si vota? «Si vota il documento con le linee programmatiche definite insieme alla coalizione», risponde sicuro Alberto Corsetti, segretario versiliese del Pd, bersaniano di ferro: «Ed insieme la data delle primarie ed il regolamento che poi porteremo alle altre forze della coalzione».
Alla domanda se sia possibile o meno evitare le primarie, Corsetti risponde deciso: «Non credo nella possibilità di evitarle, ormai...». Stessa convinzione per Andrea Palestini. L’ex candidato a sindaco nel 2008, oggi presidente del consiglio provinciale, freschissimi di schieramento nelle fila dei renziani, dichiara: «Con le primarie si va a gennaio, sicuro».
Eppure radio via Regia racconta un’altra storia: quella di tentativi incrociati di strappare i voti in assemblea a Leonardo Betti ed Alessandro Caprili, entrambi candidati a sindaco. Perché l’assemblea comunale possa convergere sulla candidatura unica di Massimo Lucchesi, indicato come in corsa per la poltrona di primo cittadino da quando si insediò alla direzione dell’Apt nel 2009.
Lucchesi potrebbe già contare sui consensi dei “renziani” dei quali si dice non abbiamo mai avuto veramente l’intenzione di candidare l’avvocato David Zappelli, e su quelli degli ex marcucciani Fabrizio Manfredi, presidente del Parco oggi ed assessore all’urbanistica nei dieci anni di governo di Marco Marcucci e Stefano Maestrelli, già presidente del Parco e della Viareggio porto. Ma anche su quelli di una parte di Area democratica (i “franceschiniani”), almeno quella che ha deciso di seguire Palestini nello schierarsi con il sindaco di Firenze.
Determinati ad andare alle primarie i rappresentanti di “Generazione democratica”, che sostengono la candidatura di Leonardo Betti. «Se primarie saranno non mi ritiro», dichiara Antonio Batistini, ex capogruppo in consiglio comunale, bersaniano che però l’accordo su Massimo Lucchesi lo farebbe.
In mezzo - inutile negarlo - c’è il dibattito sui posti da ricoprire. E vale, purtroppo, per entrambi gli schieramenti che si fronteggeranno al ballottaggio di domenica tra Bersani e Renzi. Fondazioni, partecipate, assessorati: tutto è sul tavolo del grande Risiko della politica cittadina. Come se niente fosse cambiato, come se - una volta che un candidato sindaco sia stato scelto - non ci fosse il rischio reale di non trovare più una città da governare.
Lunedì - a balottaggio concluso -il Pd viareggino torna in assemblea. Con i bersaniani che sperano nell’effetto nazionale di una vittoria, ed i “renziani” che anche in caso di sconfitta hanno numeri abbondanti per voler contare. Ma quanti “giri” si può ancora stare fermi, prima di dare alla città uno straccio di candidatura?
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