La manifestazione
Golf e villette, salta l’affare a Massarosa
Non arrivano i capitali freschi dall’Armenia e la società nata per costruire l’impianto sembra intenzionata a mollare
MASSAROSA. Altro che socio e capitali armeni. Il grande progetto per la costruzione di un campo da golf a Massarosa rischia di naufragare definitivamente sulle rive del lago di Massaciuccoli.
Non solo, infatti, il socio non c’è. Ma la società che avrebbe dovuto costruirlo, e che fa capo ad imprenditori carrarini, sarebbe addirittura in liquidazione. Niente buche e green quindi, ma anche niente resort, niente rotatoria, niente soldi.
Quello che ormai pareva un affare compiuto (la Massarosa Golf ha addirittura già versato 1,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione) rischia di svanire. Per la prossima settimana è previsto un incontro tra la società e il sindaco di Massarosa, Franco Mungai. Ma da Carrara arrivano presagi neri: la notizia cioè che la società, che vede l’imprenditore del marmo Fabrizio Ponzanelli e l’armatore Enrico Bogazzi tra gli azionisti di maggioranza, sarebbe infatti in liquidazione. Una notizia che trova conferma anche negli ambienti di Massarosa, tanto che l’Udc ha presentato una interrogazione urgente proprio per chiedere conto di quel che succede al consiglio comunale. A quanto pare, quindi, o si trova un compratore dell’ultimo minuto, o del progetto probabilmente resterà solo il ricordo.
Pare quindi sfumare il sogno di un campo da golf a Massarosa, una struttura - un campo da 6,5 chilometri e 18 buche - capace non solo di catalizzare i (ricchi) giocatori di golf in Versilia, ma in grado magari a sua volta di catalizzare altri investimenti. Nel progetto inoltre erano previsti anche minihotel ed appartamenti con la ristrutturazione di vecchi casolari.
Appare scosso alla notizia del sogno infranto il sindaco di Massarosa, Franco Mungai. «Sinceramente - dice il sindaco - oltre al golf o ad un campo di granturco non vedo cosa possa esserci fatto in quella zona, così a ridosso agli argini del lago. Sarebbe stato un importante volano di sviluppo, una concreta opportunità di lavoro e investimenti sul territorio». Ma a svanire non è solo l'opera privata. Perché con essa erano previsti ben 1,9 milioni di opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione.
«In quel progetto - ricorda infatti l’assessore ai lavori pubblici Stefano Natali - rientravano anche la realizzazione delle rotatoria tra la via Sarzanese e la via Portovecchio, la riqualificazione totale della stessa via Portovecchio, l'ampliamento e la sistemazione di via Argine Prete Piero». Tutte opere che ora se Massarosa vuole se le deve fare da sola.
Ci sono altre ipotesi di sviluppo per quell’area? «Per un eventuale nuova destinazione - dice Natali - dovremmo fare un’attenta valutazione in giunta e con la cittadinanza». Certo che se la notizia da Carrara fosse confermata, e non si trovasse capitale pronto, Massarosa perderebbe un treno importante, un progetto che forse avrebbe potuto dare una svolta al paese. E, da un giorno all’altro, si direbbe definitivamente addio ad un'idea attorno alla quale si lavora da prima degli anni ’90.
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