Sicurezza
Corsi ad architettura, Rizzo ricorre al Tar
Assegnati ad un laureato in filosofia e ad un paesologo, scrittore e poeta Ma mai effettuata la nomina dei vincitori del bando per urbanistica
VIAREGGIO. «Perché l’ho fatto? Prima di tutto per i miei figli, che un giorno andranno all’università...». Alessandro Rizzo, 46 anni, architetto che in città si è fatto - come si dice - un nome grazie al proprio lavoro e che da 18 anni insegna all’università di Firenze ha detto no «al solito sistema». E lo ha fatto rivolgendosi al Tribunale amministrativo regionale perché annulli il decreto del preside della facoltà di architettura di Firenze, Saverio Mecca, con il quale si nominano vincitori di una bando per le cattedere di Urbanistica lettera B e lettera D rispettivamente Emauele Lago, laureato in filosofia, e Franco Arminio, paesologo.
Gli avvocati Maurizio Dalla Casa e Maria Beatrice Pieraccini hanno messo nero su bianco motivazioni del ricorso e un lungo elenco di materiali. Tra i quali compare la comunicazione che lo stesso preside di facoltà invia alla commissione che ha esaminato i curricula arrivati per la partecipazione al bando, lo stesso giorno in cui l’architetto Rizzo presenta il ricorso. Si evidenzia - sottolineano i legali, carta alla mano - che «il ricorso sia degno di considerazione» e che «il signor Franco Mario Arminio risulta avere conseguito il titolo di diploma magistrale» mentre - segnala ancora il preside Mecca - «nel verbale della valutazione comparativa al signor Franco Mario Arminio veniva erroneamente attribuito il titolo di dottore». Tutto ciò considerato il preside invitava la commissione (composta dai professori Francesco Ventura, Claudio Saragosa e Fabio Lucchesi) a «riunirsi nuovamente e a riesaminare le domande di conferimento del contratto pervenute tenendo conto in particolare dell’articolo 4 del bando». Là dove si chiede - scrivono ancora i Dalla Casa e Pieraccini - che selezione e comparazione tra i candidati debba avvenire «sulla base della qualificazione scientifica e professionale e tiene conto delle pubblicazioni scientifiche, dei curriculum con riferimento al settore specifico disciplinare inerente l’attività didattica da svolgere, della pregressa attività didattica e della professionalità acquisita, con particolare preferenza per la materia oggetto del bando».
E se Emanuele Lago risulta «in possesso di un dottorato di ricerca in filosofia con attività didattica che afferisce alla materia dell’ “estetica”», Franco Arminio, paesologo, è scrittore, poeta, regista, fondatore della scuola di paesologia frequentando la quale - si legge in rete - si otterrà «il passaporto di ambasciatore della luna».
La commissione giudicatrice, riunita nuovamente il 2 ottobre scorso, conferma la valutazione e la graduatoria. Specificando che, per quanto riguarda Arminio, si ritiene che «la sua opera, vasta e di lungo corso, in poesia, prosa, fotografia, filmografia ha ormai un riconoscimento nazionale presso poeti, scrittori, artisti, giornalisti, registi nonché docenti universitari in geografia, antropologia, sociologia, economia ed urbanistica».
I fatti esposti - sottolineano con forza Dalla Casa e Pieraccini - «violano palesemente il regolamento di Ateneo e le norme che regolano il conferimento degli incarichi universitari. Là dove si prevede che le università abbiano facoltà di stipulare contratti a titolo oneroso “con soggetti in possesso di adeguati requisiti scientifici e professionali”, specificando che “il possesso del titolo di dottore di ricerca, della specializzazione medica, dell’abilitazione, ovvero di titoli equivalenti conseguiti all’estero, costituisce titolo preferenziale per l’attribuzione dell’incarico.
Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva rilevando che i corsi contestati «risultano già attivati». Ma ieri mattina gli avvocati di Alessandro Rizzo hanno presentato una richiesta di revoca e/o modifica della misura cautelare disposta dal Tar. In quanto «il verbale della riunione della commissione il 2 ottobre non è mai stato approvato dal preside di facoltà e mai è stata dunque effettuata la nomina dei vincitori con relativo decreto». In questa condizione sono stati avviati i corsi di Emanuele Lago, mentre «Franco Arminio deve ancora comunicare la data delle lezioni pur avendo già invitato gli studenti alla sua scuola di paesologia ad Aliano, in provincia di Avellino. Come si legge nelle pagine del blog dello stesso Arminio il 13 e 19 novembre».
Se ne discuterà il 19 dicembre a Firenze. Ma, intanto - è la richiesta - il Tar fermi la macchina dei corsi (quelli di Lago finiranno il 13 dicembre) a tutela della richiesta di Alessandro Rizzo. Uno che nell’università vuole caparbiamente continuare a credere.
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