Lutto
Bagni all’asta: negata la proroga delle concessioni
La “doccia fredda” è arrivata ieri da Roma dove i balneari sono in presidio. Le aziende nate sulle spiagge della Versilia sono a un passo dal baratro e il comitato nato per difenderle torna a minacciare proteste clamorose
Nessuna proroga è possibile: le concessioni demaniali andranno a scadenza nel 2015, come da programma. I tecnici del governo Monti lo hanno chiarito ieri mattina ai senatori della commissione Industria, riuniti a Palazzo Madama. Per i balneari, una cattiva notizia: le aste delle spiagge restano vicinissime. È stata così troncata sul nascere la discussione in Parlamento sugli emendamenti al decreto Crescita, che puntavano ad avere 30 anni di proroga delle concessioni e a revocare la delega sulle spiagge al governo.
E adesso? Gli stessi senatori, con in testa il presidente della commissione Cesare Cursi, ammettono a microfoni spenti che i margini di manovra sono ristretti. Nonostante le rassicurazioni che i rappresentanti dei due maggiori partiti, Pd e Pdl, hanno dato anche ieri ai balneari arrivati a Roma. Si continua a dire ai titolari degli stabilimenti che hanno ragione e che i loro interessi saranno difesi, ma la situazione resta complicata. Nel frattempo, nella categoria la tensione è altissima: si tornano a minacciare proteste clamorose, chiedendo ai sindacati di proclamare la mobilitazione generale.
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