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«Una radiografia “miraggio” così sono andato dal privato»

VIAREGGIO. Costretti ad andare dal privato perché con l’Asl non era possibile fare l’esame alla figlia. L’accusa è di Pierluigi e Stefania Martinelli, due genitori viareggini. «Di prima mattina...

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VIAREGGIO. Costretti ad andare dal privato perché con l’Asl non era possibile fare l’esame alla figlia. L’accusa è di Pierluigi e Stefania Martinelli, due genitori viareggini.

«Di prima mattina telefono al Cup dell’Asl 12 Versilia (per inciso, numero adesso a pagamento) - scrive Pierluigi - per prenotare un Rx polso per verificare la crescita della mia figlia maggiore, in previsione di una visita endocrinologica già fissata presso la pediatria del “Versilia” l’11 dicembre. Purtroppo non ho potuto prendere prima l'appuntamento per la lastra in quanto in attesa dell'esito di altri esami effettuati presso l’ospedale Santa Chiara di Pisa. Bene, la risposta dell'operatrice è la seguente: “Non sono in grado di fissare una data”. Non c’è posto. La lista d’attesa questa volta non è lunga: non c’è, perché non c’è nulla da attendere».

«Questo avvenimento - prosegue Martinelli - fa il paio con quanto accaduto l’estate scorsa: a causa di alcuni disturbi ricorrenti, si era reso necessario prescrivere un’ecografia addominale alla mia figlia piccola (ecoaddome poi rivelatasi fondamentale per identificare la natura e le cause di questi disturbi). Anche qui, la telefonata al Cup ha avuto come risposta che la lista d’attesa per questo esame era chiusa. In conclusione, abbiamo dovuta svolgerlo privatamente, a pagamento. Come dovremo fare per la lastra del polso. Come abbiamo dovuto fare per la panoramica dentale della stessa bimba per l’installazione di un apparecchio ortodontico, per non dover aspettare 5-6 mesi».

«Si può dire, sommessamente, che io mia moglie siamo indignati? Che tutto questo è uno schifo? Che di mese in mese, si può dire, ci vediamo decurtata la busta paga di somme sempre maggiori per tasse e trattenute, di cui una cospicua percentuale, è ovvio, per la sanità, per non ottenere - in questo caso - nessun servizio (al massimo quelli erogati in regime emergenziale)? Ditecelo a chiare lettere che la sanità pubblica ormai non esiste quasi più, che è una chimera, che tanto fra ticket e ricorso ai privati il concetto di welfare pubblico è diventato quasi inesistente! È questa la fine della tanto decantata sanità toscana? Se io vado da una persona e gli chiedo dei soldi in cambio di una prestazione e poi non la effettuo, sono passibile di denuncia? l E un servizio pubblico che si fa pagare e non eroga servizi ai cittadini, può farlo impunemente? A quanto pare sì. Noi, per adesso, possiamo permetterci di affrontare queste spese. Ed è ovvio che in ogni caso, per la salute delle nostre figlie, saremmo disposti anche a toglierci il pane di bocca. Speriamo solo di non dover arrivare a tanto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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