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Versilia

Incanto, senza la vendita tagli per 4 milioni di euro

Incanto, senza la vendita tagli per 4 milioni di euro

Se lo stabile non viene alienato il patto di stabilità sarebbe violato In quel caso il bilancio del Comune rischia una paralisi: servizi in pericolo

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PIETRASANTA. A quella scadenza, il primo dicembre, il sindaco Domenico Lombardi guarda con apprensione piuttosto giustificata. Già perché se entro quella data non arriveranno offerte per l’acquisto dell’ex Incanto, l’immobile comunale vista mare di Tonfano messo in vendita dall’Ente con base d’asta fissata a 3 milioni e 400 mila euro, non verrà rispettato il patto di stabilità in chiave bilancio. Eventualità che, nei fatti, metterebbe in grave difficoltà non solo il Comune, ma anche la comunità. In sostanza quei soldi servono ed ecco perché la sequenza di esposti, a Procura e Corte dei Conti, presentati dal Pdl avversi al provvedimento, viene giudicata dagli stessi amministratori come scelta poco opportuna visto che «al di là che tutta la procedura è stata portata avanti nella massima correttezza e nel rispetto delle leggi, si rischia di creare un grave danno non solo a chi amministra, ma anche e soprattutto ai pietrasantini», ha ripetuto in più occasioni Lombardi che, a dire il vero, auspica ancora in qualche deroga, in arrivo da Roma, in materia di patto di stabilità.

Ma se così non sarà e se ancora alla fine nessuno si farà avanti per acquistare l’ex Incanto – dove però permane un forte interesse da parte dei 4 concessionari oggi ospiti dell’immobile – ecco che sempre Lombardi dovrà assumersi l’onere di tagliare servizi per un ammontare – ipotizzato – intorno ai 4 milioni di euro, rinunciare a contributi statali, prorogare il blocco di ogni assunzione – vedi il Comandante dei vigili – e ancora congelare ogni tipo di contratto, anche a tempo determinato, ridurre il numero e la portata delle manifestazioni e così via. Un semi-immobilismo che, nel caso, estremo, anche se su questo fronte i margini sono già oggi risicati, potrebbe sfociare in un inasprimento delle tasse. Prospettive deleterie per chi amministra – con un sindaco obbligato a comportarsi, quasi, come un commissario prefettizio –, ma soprattutto per i pietrasantini. Ecco perché l’esposto in Procura del Pdl – se privo di contenuti seri come dicono a palazzo – rischia di essere il detonatore di una situazione già esplosiva: comprare un bene quando la sua procedura di vendita è sotto la lente dell’autorità giudiziaria non è il massimo, in effetti. Ma dal Pdl rigettano ogni accusa di bieco opportunismo politico.«Gli esposti sono stati fatti perché tutta l’operazione merita un approfondimento da parte di chi di dovere e perché ancora il valore attribuito all’Ex Incanto è ben al di sotto di quello di mercato – replicano -. Da parte nostra nessuna volontà di fare saltare il patto di stabilità, ma solo un’esigenza di chiarezza». Sarà, ma intanto, a palazzo, si continua a guardare con timore al primo dicembre. E ai giorni successivi.

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