Sicurezza
Del Dotto attacca «Troppa distanza dalla gente comune»
Il primo cittadino renziano critica le scelte della segreteria «Inevitabile una verifica interna e basta imposizioni»
VIAREGGIO. «Io lavoro a Viareggio e conosco la città. La gente ha voglia di rinascita. E di certo non è depressa. A essere depressa forse è la politica cittadina. Ora il centrosinistra deve ascoltare le richieste della gente e non più dipendere dai diktat dei partiti». L’alfiere della Nuova Stagione, il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto. si gode l’affermazione versiliese di Matteo Renzi. Del Dotto è l’unico sindaco renziano tra quelli dei sette Comuni e quindi per lui è naturale questo vede il soprendente risultato come un segnale della voglia di cambiare della gente.
«Tutti devono lavorare per il bene comune del centrosinistra - spiega - e anche Renzi ha detto di voler aiutare Bersani a livello nazionale in caso di affermazione. Ma a livello locale ci sono sicuramente valutazioni da fare. Renzi ha vinto perché interpreta meglio di altri la sensibilità di chi chiede cambiamenti sostanziali, restando ancorati ai valori della sinistra e interpretandoli in chiave progressista ».
Del Dotto non arriva a chiedere dimissioni dei vertici versiliesi del Pd ma chiede al più presto una verifica all’interno della segreteria, anche perché adesso il Pd è molto meno «Viareggio-centrico».
«Il partito deve ascoltare le richieste dei cittadini - afferma - e non perdersi in batteglie tra le correnti. Con gli altri amministratori come Luca Mori e Adolfo Del Soldato abbiamo chiesto di ripartire dalle esigenze dei singoli territori. La gente vuole la politica e i partiti ma anche un altro modo di agire da parte dei partiti stessi».
Inevitabile finire a parlare della situazione di Viareggio, con la città che si avvicina alle elezioni dovendo passare prima dalle primarie locali per la scelta dei candidati sindaco. «I candidati - spiega Del Dotto - non devono essere scelti in base a sponsorizzazioni o bandiere ma solo in base alla qualità. Bisogna scegliere persone d’esperienza e che conoscano ogni pulsazione della città. Il tempo dei politici-filosofi alla D’Alema è finito. La parola chiave è concretezza».
Del Dotto non lesina critiche ai rappresentanti locali del partito anche se, come mette in chiaro, non vuole spaccature.
«Nessuno usi il risultato delle primarie per spaccare il partito - premette - ma gli errori a livello cittadino sono stati grandi finora. La gente non vuol vedersi imporre nomi a vanvera. Si deve partire dai programmi e dai problemi reali della città come abbiamo fatto noi a Camaiore camminando a pancia bassa e incontrando la gente faccia a faccia».
Del Dotto non vuol comunque interferire nelle scelte su Viareggio. «Io non appoggio nessuno - spiega - neanche i renziani. devono essere i viareggini a scegliere i propri candidati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
