Proteste
Pd viareggino in assemblea: è caos
Il segretario porta al voto l’alleanza a sinistra che i renziani ora contestano
VIAREGGIO. Terremoto Renzi sul Partito democratico viareggino, che di “gatte” da pelare in questi mesi ne ha avute più di una, dovendo scegliere il candidato sindaco per le amministrative 2013. I “renziani” conquistano il voto in città alle primarie nazionali e questa sera, all’assemblea comunale fissata dal segretario Glauco Dal Pino rischia di saltare la coalizione di centrosinistra, fresca di accordo sul programma. «Porto al voto dell’assemblea il programma e la coalizione, che oggi sono una realtà»: così Dal Pino alle 19, un’ora prima della chiusura dei seggi. «Non scambiamo i fatti locali con quelli nazionali, perché sarebbe ingiusto e sbagliato. Quello di oggi non è un congresso, sono le primarie nazionali». Queste le parole di Dal Pino poco dopo le 22, a risultato ormai consolidato: 4.531 votanti a Viareggio, 2.075 preferenze per Matteo Renzi, 1.559 per Bersani, 772 per Vendola.
«L’asse della coalizione di centrosinistra esce vincente», è l’opinione di Marco Montemagni, esponente di Sel . «Non è un voto che si riflette sulle vicende comunali», rincara la dose Paolo Barsanti, ancora per Sel.
Il silenzio di Alberto Corsetti, segretario versiliese del Pd, è emblematico: lascia la sede appena appresi i primi risultati che non lasciano scampo ai sostenitori di Bersani in Versilia e non rientra.
«Vorrei capire il nostro segretario cosa fa», conversa così il “renziano” Paolo Casini nel corridoio del primo piano di via Regia: «Ha convocato l’assemblea per cosa? Per spaccare il partito? Io credo che dobbiamo seriamente metterci ad un tavolino per affrontare i nodi veri...»
Per i sostenitori di Matte Renzi parla il candidato sindaco Davide Zappelli, guardato a vista da Fabio Bartoli: «In queste condizioni quanto proposto dal segretario Dal Pino domani sera (questa sera per chi legge, ndr) non può essere votato. Il Pd viareggino deve scegliere se andare incontro alla volontà dei cittadini che si sono espressi con il voto o continuare con la logica di partito, vecchia». Qual è la linea del Piave, Zappelli lo dice chiaramente: «Noi siamo inclusivi, nei confronti di tutti coloro che in questo momento di crisi vogliono il bene di Viareggio. Spero che il partito e l’assemblea comunale lo capiscano». Inclusività che significa alleanza con l’Udc, come già dichiarato nei giorni scorsi dai “renziani”, schierati contro l’ipotesi di coalizione di centrosinistra (Federazione della sinistra, Sel, Idv insieme al Pd) e contrari a primarie che non siano solo di partito, tutte interne al solo Pd. Meglio ancora se non vi fossero, con un canddidato unico per il quale nelle scorse settimane si sono fatte prove di intesa tra bersaniani e renziani.
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