Il Tirreno

Versilia

Processo Mallegni, ecco le parcelle degli avvocati

di Luca Basile

Per un imputato minore del processo di Lucca arrivata notula da 80mila euro Si teme un salasso per il Comune che potrebbe arrivare al milione e mezzo

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Sul ‘ banco’ ballano molti soldi per le asfittiche casse comunali. 1 milione, forse 1 milione e mezzo di euro: a tanto ammonterebbe, infatti, il ‘ monte’ delle parcelle dei diversi avvocati chiamati a difendere amministratori e dipendenti comunali nel processo, a Lucca, sulla corruzione a palazzo. Processo che nel mandare assolti in primo grado gli stessi imputati – fatta eccezione per alcune situazioni legate a Massimo Mallegni e all’ex comandante dei vigili Roberto Buratti - non proseguirà in sede di appello in quanto la Procura non ha presentato ricorso. E questo, se è motivo di sollievo per chi inizialmente era stato rinviato a giudizio, rappresenta invece un serio problema per il bilancio del Comune. Già perché è prassi e norma che nel momento in cui la sentenza passa in giudicato, il dipendente comunale o ancora l’amministratore di turno protocolli in municipio l’onorario del legale di fiducia, chiedendone il rimborso. E siccome i rivoli giudiziari sono piuttosto diffusi, in quel di Pietrasanta, qualcuno, negli ultimi mesi, è già passato all’incasso, anche se il ‘ grosso’, se così possiamo definirlo, deve ancora arrivare. Un esempio per meglio spiegare la portata dell’intera operazione: un ex assessore, che tutto sommato nella vicenda corruzione ha avuto in tribunale un ruolo più defilato, per la sua difesa si è sentito chiedere dall’avvocato di fiducia 80 mila euro di onorario. Iva esclusa. Ecco perché il ‘ banco’ di Pietrasanta, stante il già noto disavanzo di bilancio e l’assoluta necessità per il Comune di vendere una proprietà entro l’anno per reggere l’urto con il patto di stabilità, rischia di saltare. Senza dimenticare che nei giorni scorsi, sempre Mallegni, è stato assolto anche dalle accuse di mobbing, falso e abuso di atti di ufficio ad un processo a Genova legato ad un vecchio esposto di Antonella Manzione. Il sindaco Domenico Lombardi, per la verità, sempre nei giorni scorsi, ha ipotizzato altri scenari: in poche parole una sentenza che farebbe giurisprudenza in merito consentirebbe ai Comuni di non liquidare le parcelle a più zeri, quando assessori, sindaci o dipendenti scelgono i propri legali senza concordarlo con l’ente e comunque indicando avvocati ben al di sopra delle possibilità economiche del Comune per cui lavorano. Se così fosse, gli ex amministratori Mallegni, Benedetti, Alessandrini e ancora dirigenti e dipendenti dell’Ente, le parcelle dovrebbero pagarsele e tanti saluti. Opzione che, però, non sembra così semplice da perseguire. Anzi. Intanto ci sono precedenti: ogni contenzioso giudiziario riguardante referenti del Comune, sia in passato che oggi, è sempre stato pagato attingendo dalle casse di palazzo. E poi la giurisprudenza di riferimento è piuttosto vasta ma non proprio univoca. Insomma, ci sarebbe da discutere, soprattutto, bisognerebbe trovare un funzionario o un dirigente comunale, disponibile ad assumersi l’onere di una scelta che, vista la quantità di denaro di cui si parla, è piuttosto gravosa. Facile, infatti, immaginare, nel caso di un ‘ niet’ al rimborso, ricorsi da parte dei diretti interessati ed eventuali maggiorazioni dell’importo fra sanzioni ed interessi. E si torna, quindi, al discorso di partenza: quel milione e mezzo di euro rischia di pesare eccome, ancora una volta, sul portafoglio dei pietrasantini, anche perché la polizza assicurativa del Comune sembra coprire 40 mila euro per ogni sinistro o reato che dir si voglia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze