La manifestazione
«Possiamo essere la città della moda»
Una delle più note commercianti di Forte lascia la sua attività dopo 38 anni tra ricordi e progetti per la località vip
FORTE DEI MARMI. Chiude i battenti il primo di dicembre, dopo quasi 40 anni di attività: 38 per la precisione.
Lo fa lasciando un vuoto. Non solo fisico. Quanto culturale, di stile. Perché Daniela Broch è forse una delle ultime vere commercianti del Forte. Lei che da Milano, figlia di genitori livornesi, si è “inventata” un negozio - la boutique di via Carducci, alle spalle di piazza Tonini - divenuto in pochi anni punto di riferimento per lo shopping. Una imprenditrice che, nonostante la chiusura dello storico negozio, continuerà a esserci: con il suo marchio e la sua professionalità.
Come è cominciata la sua avventura a Forte dei Marmi?
«Sono capitata qui giovanissima, per combinazione. Ho cominciato ad aiutare una coppia di amici che aveva un negozio a Viareggio. Poi ho aperto la mia attività a Forte quando ancora di negozi di abbigliamento ce n'erano pochissimi, appena quattro».
Come è stata accolta?
«All'inizio i fortemarmini sono stati un po’ titubanti anche se mi hanno accolto molto bene. Con il tempo il rapporto si è consolidato e oggi credo di essere più fortemarmina io di tanti che sono nati qui».
In 38 anni non sono mancate certo le battaglie per il commercio…
«In particolare quella per le aperture domenicali. Tanti negozi non volevano stare aperti, non capivano che era importante per il turismo: nelle città tutti i negozi erano chiusi, non c’erano centri commerciali. Forte poteva diventare il punto di riferimento per il commercio nei fine settimana. Forse all’inizio i negozianti erano anche in difficoltà con il proprio personale. Il successo avvenne quando riuscimmo ad ottenere le aperture per il 25 aprile e il Primo Maggio».
E pensare che oggi la battaglia sulle domeniche è sempre viva e si vuole tornare alla chiusura nei festivi.
«In effetti oggi la l’apertura domenicale ha meno ragion d’essere. Adesso, con i grandi centri commerciali sempre aperti come pure i negozi nelle città, cosa può offrire Forte? Il lavoro della domenica non è più quello di un tempo. Sono cambiate anche le abitudini dei clienti che arrivano nel fine settimana ma se ne vanno la domenica all'ora di pranzo».
Una delle tante cose, questa, che sono cambiate per il commercio a Forte che è rimasto, ad esempio, senza le tradizionali botteghe sostituite da monomarca di lusso. Cosa pensa in proposito?
«È successa la stessa cosa in altre località turistiche di prestigio: Portofino, Cortina, Capri. È inevitabile perché è il mercato che determina certe scelte. Prada, Gucci, Armani hanno deciso di aprire qui perché Forte è una località esclusiva e perché possono permettersi gli affitti che vengono richiesti. Il problema semmai è un altro. Con i costi che ci sono non basta più lavorare due mesi l'anno per la stagione e dobbiamo adottare misure affinché il turismo ci sia durante il corso dell'anno. Ed è qui che deve svolgere il proprio ruolo anche l’amministrazione comunale».
E il Comune risponde alle esigenze del commercio?
«Ragioniamo di cose concrete. Ogni cinque anni, prima delle elezioni, ci promettono parcheggi che poi puntualmente non vengono fatti. L’unica possibilità di lasciare la macchina è pagare due euro l’ora. Un’altra situazione dove sarebbe necessario un intervento pubblico è quella legata al decoro. Chiude un negozio? Le vetrine restano vuote? Non si prendono provvedimenti in proposito: si lascia un buco nero. È qui che il Comune dovrebbe mettere dei paletti, fissare delle regole».
Se un domani, chiusa la sua attività, le proponessero di fare l'assessore o il sindaco?
«Non potrei mai fare politica, troppa burocrazia e progetti che con troppa difficoltà vedono la loro concretizzazione».
Idee per il Forte, però, certamente non le mancano.
«Ci troviamo in un territorio straordinario. In una località dove hai la possibilità di incontrare, rilassati in bici, a passeggio o sulla spiaggia, personaggi che sarebbe impossibile incontrare nei loro contesti professionali. Perché non coinvolgerli, perché non farli davvero sentire cittadini di Forte dei Marmi? Penso a persone con le quali ho avuto il piacere di lavorare come Anna Molinari, legatissima a Forte. Ma non è l’unica. Con loro, con i personaggi internazionali della moda legati al nostro territorio potremmo fare di Forte una vera e propria cittadella della moda: in cinque strade c’è il meglio di quanto questo settore può offrire a livello planetario. Partiamo da qui. A questo proposito mi fa sorridere il dibattito sulla concorrenza con Pietrasanta. Forte dei Marmi e Pietrasanta sono due realtà diverse, complementari e non in concorrenza l’una con l'altra. Da una parte le mostre, dall'altra il mare, la moda, le vacanze in assoluto relax. E chi viene in vacanza al Forte è poi chi frequenta le mostre o gli appuntamenti alla Versiliana. Una realtà quest’ultima che ci dobbiamo tenere ben stretta, che dobbiamo difendere. Come pure il Festival Gaber: è impensabile che le amministrazioni comunali della Versilia non facciano qualche cosa, non si aiutino a vicenda, per trovare 30mila euro e mantenere sul territorio una manifestazione così importante».
Torniamo al suo negozio. In realtà Daniela Broch resta a Forte con l’attività delle sue figlie in via IV Novembre. Insomma non ci abbandona…
«Io resto a Forte e mi piacerebbe mettere a disposizione la mia esperienza per aiutare i giovani che cominciano adesso».
Come ha reagito la sua clientela alla notizia della chiusura?
«Ho avuto tantissime testimonianze di affetto. Ho ricevuto messaggi, telefonate, lettere. Non mi sarei mai immaginata una cosa del genere. Sono sicura che mi mancherà ma voglio guardare al futuro e ai miei nipoti».
Se dovesse ringraziare qualcuno per questi lunghi anni di lavoro chi ringrazierebbe?
«Tutte le persone che hanno lavorato con me. Tutti quelli che, nessuno escluso, mi hanno sopportato e supportato in questi anni».
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