Sicurezza
La Ballerina sfilerà per le strade di Macao
VIAREGGIO. Carnevale fa sempre più rima con internazionale: dopo il Gran Premio di Formula Uno di Singapore Burlamacco andrà anche alla conquista di Macao. Che non è l'omonimo programma tv che...
VIAREGGIO. Carnevale fa sempre più rima con internazionale: dopo il Gran Premio di Formula Uno di Singapore Burlamacco andrà anche alla conquista di Macao. Che non è l'omonimo programma tv che imperversava sulla Rai anni fa, ma una delle regioni amministrative speciali della Repubblica Popolare Cinese. La città nella seconda metà di dicembre festeggerà i 13 anni di indipendenza dal Portogallo con una grande parata alla quale prenderà parte anche Josette, la grande ballerina in cartapesta dei coniugi Lebigre che a Carnevale vinse il primo premio tra i carri grandi nel 2004. E che, dopo essersi esibita nell'area Grandi Eventi del circuito di Formula Uno di Singapore, salpa nuovamente alla volta dell'Estremo Oriente.
Il merito è di Annie Sidro, presidente di Carnaval Sans Frontières, direttrice artistica della Parata di Macao che celebrerà il mondo latino. Sidro è molto legata al Carnevale viareggino. «Vengo qua da 40 anni - racconta - ho conosciuto il decano dei carristi Arnaldo Galli e un’amicizia pluriennale mi lega alla famiglia di Gilbert Lebigre. Mio padre era un carrista del Carnevale di Nizza. Questi sono i due Carnevali latini più importanti del Mediterraneo: impossibile non farli sfilare a Macao». Come spiega Elodie Lebigre, figlia di Gilbert, la ballerina Josette - che per l'occasione verrà ribattezzata Viva - danzerà supportata da un corpo di ballo di 60 persone. «Ci esibiremo per dieci minuti, proprio per il grande finale della parata, un serpentone di due kilometri che coinvolgerà il centro di Macao», spiega Lebigre. «Ma non sarà l'unica volta: replicheremo lo spettacolo per il resto della settimana, un'ora al giorno». Alessandro Santini, presidente della Fondazione Carnevale, ribadisce che l’operazione «è interamente a costo zero per la Fondazione. Per il nostro Carnevale è un altro, importante riconoscimento». La soddisfazione, però, si accompagna anche a un pizzico di amarezza: «Non possiamo più aspettare che siano gli altri ad arrivare da noi: siamo noi a doverci aprire al mondo. I risultati si stanno concretizzando. Eppure mi sembra che il Carnevale sia apprezzato più all’estero che a Viareggio».
Simone Pierotti
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