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Il dibattito in consiglio

«Balderi fuori dalla commissione urbanistica»

«Balderi fuori dalla commissione urbanistica»

FORTE. «La vicenda della mancata nomina di Fabio Balderi, indicato da tempo dal centrodestra come esperto di minoranza per la Commissione Urbanistica, non è affatto una questione personale tra me e...

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FORTE. «La vicenda della mancata nomina di Fabio Balderi, indicato da tempo dal centrodestra come esperto di minoranza per la Commissione Urbanistica, non è affatto una questione personale tra me e lui, come si sta tentando di dipingerla esasperandone i termini». Umberto Buratti anticipa così quella che sarà l’importante comunicazione che verrà fatta al Consiglio di domani sera.

«Fin qui la commissione – spiega il sindaco del Forte - compreso anche il periodo dell’Amministrazione Bertola , è stata formata con una parte politica di consiglieri comunali e una parte tecnica fatta da un avvocato e esperti urbanisti, architetti, ingegneri e a volte anche qualche geometra. Questa è l’accezione che io ho seguito e secondo questa Fabio Balderi esperto in termini tecnici e professionali non lo è, poi che sia conoscitore delle materie non lo metto affatto in dubbio». Come si esce da questa empasse? «Ci sono solo due soluzioni possibili che propongo pubblicamente all’opposizione. La prima – continua Buratti - essendo Balderi notoriamente non un tecnico ma un politico il consiglio raccolga una lista di politici che siano stati ex componenti della Commissione che verranno certificati come idonei ad essere nominati come esperti, dando vita ad una sorta di “ordine professionale comunale” di esperti per pratica politica di materie urbanistiche. Altra possibilità sarebbe quella di togliere dal regolamento della commissione ogni riferimento a questi esperti e ogni consigliere comunale, una volta nominato in Commissione sarebbe libero di portarci chi vuole. Va da sé che questa lettura del problema, a mio modesto modo di vedere le cose, finirebbe solo con il far perdere prestigio alla Commissione sminuendone il ruolo. Detto questo – e parlo in generale senza riferimenti personali - non posso non puntualizzare che se si perde l’accezione dell’esperto in quanto tecnico qualificato professionalmente a favore di qualche politico che magari ha avuto scarso successo elettorale e che in tal modo verrebbe così riammesso nel dibattito politico cittadino, credo che chiaramente queste figure non possano essere considerate esperti della Commissione, ma semplici referenti di fiducia di questo o quel consigliere.»

Paolo Lombardi

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