Lutto
L’articolo che invita al boicottaggio dei videopoker
Il testo integrale del pezzo apparso sull’ultimo numero del giornalino parrocchiale della Darsena
Ecco il testo dell’articolo apparso sul giornalino della parrocchia dei Sette Santi, a Viareggio, che invita al “boicottaggio” dei locali che hanno installati videopoker. L’articolo porta il titolo “Lo Stato, i videopoker e il (cattivo) odore dei soldi”.
Pecunia non olet, dicevano i latini. Una frase che, dopo secoli e secoli, non ha certo perduto la sua attualità. Un esempio - a Viareggio e anche in Darsena - arriva dal continuo proliferare di videopoker ed altre diavolerie simili che ormai si trovano in quasi tutti i bar e circoli ricreativi della città. E che non sembrano affatto essere toccatI dalla crisi. Si tratta – sia ben chiaro – di macchinette legali. Lo sono diventate da quando lo Stato ci guadagna (e profumatamente) incamerando una percentuale del voluminoso giro d'affari che vi ruota attorno. Basta però fermarci ad osservare chi vi gioca per capire che non si tratta più soltanto di un innocente gioco come può essere l'”azzardo” di acquistare un biglietto della lotteria o di tentare la fortuna al Totocalcio. Ormai per la gran parte di coloro che infilano monete a ripetizione nelle gettoniere dei videopoker, si tratta di una vera e propria malattia. Che spesso porta alla rovina di intere famiglie.
Alcune settimane fa proprio il ministero della salute (e non a caso) aveva fragorosamente sbandierato il varo di una legge che avrebbe proibito l'istallazione di queste macchinette almeno nei pressi di scuole e di altri luoghi ritenuti “sensibili” da un punto di vista sociale. Poi il recondito timore di vedere ridotti gli introiti statali ha fatto fare una rapida quanto silenziosa marcia indietro a tutti. Perdendo l'ennesima buona occasione per fare qualche cosa di saggio.
Visto dunque che anche per lo Stato vale più che mai il principio tutt'altro che evangelico del “pecunia non olet”, allora forse varrebbe la pena di combattere con le stesse armi questa piccola battaglia civile. Come? Per esempio scegliendo di fare colazione o prendere un caffè in quei locali che non arrotondano le proprie entrate con i videopoker. Magari qualcuno potrebbe decidere di toglierli. E il denaro guadagnato, a quel punto, avrebbe un odore meno sgradevole...
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