Rifiuti, tassa ridotta per gli hotel di Forte ma solo dal 2013
Lunedì il provvedimento approda in consiglio comunale Corchia (Federalberghi): risparmi per migliaia di euro
FORTE DEI MARMI. Una battaglia vinta. Anche se forse solo a metà e in ogni caso non per l’anno in corso.
È quella degli albergatori di Forte dei Marmi che sono riusciti a portare in consiglio comunale il via libera a tariffe differenziate per i rifiuti. In sostanza costi differenti a seconda delle attività che si svolgono sui complessi alberghieri e più proporzionate alla reale produzione di rifiuti. Per riuscire ad ottenere le agevolazioni conseguenti alla modifica normativa da parte del Comuen (che sarà approvata ma solo in termini di indirizzo generale) occorrerà aspettare il prosismo anno. «Intanto però - spiega il presidente degli albergatori fortemarmini, Paolo Corchia, nonchè esponente di Federalberghi - siamo riusciti a far passare l’idea che la tassazione fino ad oggi applicata è ingiusta, come peraltro riconosciuto da alcune sentenze del Tar e per questo ringraziamo il sindaco Umberto Buratti e il suo vice Molino».
La modifica da mettere in pratica è piuttosto semplice. Gli alberghi dovranno pagare in base a parametri differenziati sui metri quadrati disponibili a seconda delle attività svolte: cifre più alte per gli spazi dedicati a bar e ristorazione e più contenute per quelli invece adibiti a camere, sale convegni e così via. «In questo modo - continua Corchia - il risparmio per gli hotel sarà notevole, nell’ordine di migliaia di euro l’anno». Una scelta che andrebbe nella direzione della sopravvivenza delle imprese «strozzate dai costi - afferma il presidente degli albergatori - basti pensare che ci sono strutture ricettive che pagano anche 90mila euro l’anno di Tarsu». Il rammarico di Corchia è il non essere riusciti ad ottenere una modifica al regolamento già nel 2012. Verrà fatta il prossimo anno, sempre che non intervengano prima le modifiche allo studio da parte del governo centrale sulle imposte locali con l’introduzione di una tassa che inglobi anche la Tarsu (o la Tia nei Comuni dove è già applicata) «che si preannuncia - conclude Corchia - addirittura più pesante di quella attuale». Ancora presto, però, per riuscire ad ipotizzare quanto accadrà. (v.l.)
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