Sicurezza
«A rischio posti di lavoro nel settore ristorazione»
VIAREGGIO. «La spending review decisa dallo Stato e che ha raggiunto l'ospedale della Versilia da almeno due mesi, oggi sta creando ancora più problemi per i lavoratori della Dussmann Service,...
VIAREGGIO. «La spending review decisa dallo Stato e che ha raggiunto l'ospedale della Versilia da almeno due mesi, oggi sta creando ancora più problemi per i lavoratori della Dussmann Service, azienda di ristorazione che garantisce pasti ai degenti e all’utenza». L’allarme arriva dai sindacati, al tavolo di trattativa da quando «l’azienda ci ha comunicato che stava per eseguire i primi tagli» riferiscono Umberto Marchi, Giampiero Guidi e Giovanni Sgró rispettivamente della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.
«Abbiamo lavorato per cercare di effettuare tagli mirati e che non siano incisivi da mettere in ginocchio il personale, i degenti e l’utenza. Ma sembra che questo non sia bastato. Infatti - continuano i sindacalisti - dopo l'ultimo incontro abbiamo appreso dai dirigenti aziendali di nuovi problemi, avevamo concordato operazioni per non gravare sulle ore del personale, operazioni mirate per lasciare qualche ora in più di lavoro senza passare ad ipotetici licenziamenti, ma evidentemente la direzione sanitaria della Asl non ha gradito, poiché ha imposto alla Dussmann il ripristino delle vecchie condizioni e questo, comporta un’altra tegola sui già pesanti tagli, poiché il ritorno al passato significa il taglio di ore se non addirittura di personale. È questo che vogliamo? Un taglio significativo di persone invece che di ore? Ora più che mai c’è il bisogno di capire dalla direzione sanitaria cosa e se deve rimane la cucina e mensa all’ospedale. Abbiamo capito da tempo che questo governo tecnico non fa gli interessi dei dipendenti, deve ripartire l'economia e si deve prevedere una politica di risparmio. Condividiamo - affermano Marchi, Guidi e Sgrò - ma l'economia se continuiamo a tagliare sul personale addirittura rischiando di far licenziare, certo non riparte, i soldi sono già pochi oggi da spendere, figuriamoci domani e la politica del risparmio non possiamo farla sempre sulle spalle dell'utenza e dei lavoratori».
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