Il Tirreno

Versilia

Stagionali, 2000 rischiano l’indennità

di Franco Calotti
Stagionali, 2000 rischiano l’indennità

E’ il dato che fornisce il presidente degli hotel toscani Paolo Corchia, che boccia la riforma del lavoro della Fornero

4 MINUTI DI LETTURA





FORTE. Un sì fortemente condizionato alla rottamazione dei piccoli alberghi come ha paventato il Governo Monti viene da Paolo Corchia di Federalberghi Toscana.

Un provvedimento, questo che fa discutere e che avrebbe sicuramente forti conseguenze anche in Versilia.

«Rottamazione è parola che non mi piace – prosegue Corchia che è anche presidente degli albergatori fortemarmini – e che suscita nella fattispecie molte perplessità. Ma come diciamo da tempo bisogna anche fare i conti con tante realtà imprenditoriali così piccole da non essere più remunerative e che, in quanto tali, non riescono più a stare sul mercato se non a prezzo di enormi difficoltà. Non ci dimentichiamo, poi, che dopo gli Usa, l’Italia è oggi il paese con più posti letto».

«Diciamo così che potremmo anche essere d’accordo – prosegue Corchia - ma solo di fronte a strutture alberghiere che non hanno più futuro perché non sono più adeguate, o di fronte a piccolissimi imprenditori che per la crisi non hanno più la possibilità di reinvestire, oppure per strutture difficilmente reinseribili nel circuito del mercato o anche per stanchezza imprenditoriale, e penso al caso di albergatori anziani. In fondo queste realtà che esistono finiscono involontariamente con il danneggiare il mercato creando, a volte, perfino situazioni di concorrenza sleale. Comunque – ribadisce il presidente di Federalberghi - bisognerebbe sempre decidere caso per caso e garantire in maniera assoluta e prioritaria l’assenza di ogni forma speculativa».

Presidente, ci sembra, però, che non ci siano solo i problemi dei piccoli alberghi, ma anche quelli dei dipendenti stagionali del settore, che l’altro giorno hanno manifestato proprio al Forte, davanti al municipio.

«Il problema è la riforma Fornero che scatterà dal 1° gennaio prossimo e che creerà una sorta di “esodati” del settore. Prima con 180 giorni o sei mesi che dir si voglia di lavoro si aveva diritto all’indennità piena. E ricordo che il nostro impegno imprenditoriale a sostegno delle famiglie di questi lavoratori c’è sempre stato perché già quando apriamo gli alberghi fin da aprile impieghiamo almeno 10-12 dipendenti ciascuno».

Che dimensione potrebbe avere il problema in Versilia? C’è molta preoccupazione sull’Aspi, la nuova assicurazione sociale che sostituirà la vecchia indennità di disoccupazon.

«E’ semplice dire cosa accadrà: ci sono dai 4 ai 5000 occupati nel settore e problemi di questa natura potrebbero emergere per metà di questi. Una cifra considerevole. Basti dire che gli stagionali a sei mesi saranno obbligati con l’arrivo dell’Aspi (l’Assicurazione sociale per l'impiego che sarà in vigore nel 2013, in sostituzione dell'indennità di disoccupazione, e sarà pienamente operativa dal 2017, quando sostituirà anche la mobilità ndr.) a presentare domanda di indennità ben 60 giorni prima di completare il lavoro semestrale stagionale e cioè già a luglio o agosto, cioè in piena stagione. Tuttavia se poi per qualche causa costoro non potranno finire i fatidici 180 giorni di impiego perderanno ogni diritto. Certo la crisi del settore e più in generale condizionano l’occupazione anche da noi, dove pure cerchiamo costantemente di valorizzare le professionalità. E ci tengo a ripetere che quando abbiamo potuto abbiamo sempre garantito i sei mesi di occupazione proprio in prospettiva di far percepire ai nostri dipendenti stagionali l’indennità di disoccupazione che per tante famiglie, sommata agli stipendi della stagione consentiva di guadagnare complessivamente più che in altri settori».

Come vi state muovendo? «Come albergatori abbiamo già contestato con decisione questa Riforma Fornero che non tiene affatto conto delle esigenze del nostro settore. E gli errori sono tanti, due esempi su tutti. Da quelli che limitano l’apprendistato fissando l’età minima a 18 anni non abbiamo più l’opportunità di far lavorare gli studenti delle scuole alberghiere che oltre tutto completavano così sul campo la loro preparazione. Oppure tanto per fare un altro esempio è stata di fatto vanificata anche la cosiddetta chiamata a domanda che ci consentiva nei momenti di improvvisa crescita delle necessità occupazionali di chiamare al volo nuove persone. Adesso dovremo comunicare cinque giorni prima della necessità la volontà di assumere a domanda. Ma mi chiedocome si fa a prevedere una necessità improvvisa cinque giorni prima?».

(altro servizio a pagina 9)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa