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Versilia

Danno fuoco all’auto per vendicarsi del cane

Danno fuoco all’auto per vendicarsi del cane

La macchina bruciata era del giovane che aveva investito il loro animale Agli arresti domiciliari i due fratelli slavi autori dell’attentato incendiario

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VIAREGGIO. Come ritorsione per la morte del loro cagnolino, avevano deciso di dar fuoco alla macchina di chi lo aveva involontariamente investito e ucciso. Una vendetta consumata a freddo, quella ai danni di Filippo Menconi, viareggino, proprietario della Toyota Avensis distrutta dalle fiamme martedì notte in via Vespucci di fronte alla Pineta di Ponente. L'episodio, infatti, risaliva ad alcuni mesi prima. Ma evidentemente a Mihailo Ristic, trentacinque anni, e alla sorella Snezana, quarantaquattro anni, quello che era successo non era proprio andato giù. La rappresaglia nei confronti dell'investitore, però, è costata cara ai due, originari dell'ex Jugoslavia ma da tempo residenti a Viareggio: grazie ad un testimone che ha visto i due fratelli cospargere di benzina l'abitacolo della macchina e poi appiccare il fuoco, i due sono stati arrestati dalla polizia poco dopo il fatto con la pesante accusa di incendio doloso.

Tutto succede martedì notte poco prima delle 23. I due piromani, che abitano nel centro cittadino, escono di casa a bordo della loro auto con l'idea di dar fuoco alla macchina del giovane che alcuni mesi fa aveva involontariamente investito il loro cane. Per dar corpo al loro progetto delittuoso, i due si portano dietro un contenitore con della benzina e dei fiammiferi. Arrivati in via Vespucci, notano la Toyota Avensis della loro vittima parcheggiata in via Vespucci di fronte alla Boutique del Cocomero, non lontano dalla sua abitazione. E decidono di passare all'azione. Sfondano un finestrino e cospargono di liquido infiammabile l'abitacolo della vettura. Poi accendono un fiammifero. E in un attimo l'interno della macchina prende fuoco, provocando anche una esplosione che si sente nel raggio di diverse centinaia di metri. I due, però, vengono a loro volta investiti dalle fiamme: Snezana Ristic rimedia delle leggere ustioni al volto, mentre il fratello Mihailo si brucia ad un braccio. I due scappano, abbandonando nella zona la macchina con la quale erano arrivati poco prima. Un testimone – rivelatosi poi preziosissimo – vede tutto. E dà immediatamente l'allarme al 113. Una volante della polizia raggiunge subito il luogo dell'incendio e, grazie alle informazioni raccolte dal testimone, gli agenti vanno a colpo sicuro all'abitazione dei due fratelli. Le ustioni inchiodano entrambi. Così, dopo essere stati medicati al pronto soccorso, Mihailo e Snezana Ristic vengono accompagnati in commissariato dove scatta l'arresto per incendio doloso.

Ieri mattina i due si sono presentati di fronte al giudice per la direttissima. I difensori, però, hanno chiesto (e ottenuto) i termini a difesa e così il processo è stato aggiornato al 5 dicembre. Nel frattempo, pero, i due slavi resteranno agli arresti domiciliari.

Claudio Vecoli

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