Sicurezza
Apre la minicentrale idroelettrica
Costruita sopra il paese di Cardoso, partirà entro l’anno la turbina che venderà l’energia prodotta all’Enel
STAZZEMA. Sedici anni fa le acque che scesero da quei torrenti che nascono dalle pendici della Pania, sopra il paese di Cardoso, causarono l’alluvione più disastrosa. Oggi gli stessi canali ricchi d’acqua serviranno a produrre energia, grazie ad una turbina idroelettrica che è in grado di sviluppare oltre 1 milione e 600 mila kilowattora. L’energia sarà venduta all’Enel e da subito una piccola percentuale del ricavato andrà nelle casse del Comune di Stazzema. Probabilmente a fine anno sarà funzionante. Si tratta di un progetto portato avanti dalla Hydroversilia Srl (che nel 2005 si aggiudicò la concessione dell’area), insieme al Comune di Stazzema. E che la società ha realizzato intercettando, autonomamente, finanziamenti per 1 milione e mezzo di euro. L’impianto è in grado di produrre energia grazie ad una turbina idroelettrica che si trova in località Cabina, la parte alta del paese di Cardoso, dove vengono convogliate le acque di un bacino di raccolta di 33,5 kilometri quadrati.
«In questa area – spiega Amerigo Guidi, assessore alle energie rinnovabili del Comune di Stazzema – che si trova sopra Cardoso, ci sono nove punti di captazione. L’acqua di queste 9 sorgenti viene portata con delle condutture in una vasca di raccolta di 5 mila metri cubi, che si trova a 156 metri d’altezza rispetto alla turbina. Questo dislivello serve per dare maggiore forza all’acqua quando raggiunge l’impianto che trasforma l’energia cinetica in quella elettrica. Dalla vasca di carico esce una conduttura forzata lunga circa 300 metri che raggiunge la centrale idroelettrica».
La struttura dell’impianto di captazione e la centralina erano già presenti prima del ’96, quando l’alluvione poi distrusse tutto. E oggi l’Hydroversilia ha ristrutturato e potenziato l’intero impianto. Quando scadrà la concessione, l’idroelettrico tornerà nelle mani del Comune che potrà decidere di gestire autonomamente o dare nuovamente in affido. E probabilmente con più vantaggi economici.«Quando l’impianto entrerà in funzione – continua Guidi – il nostro Comune, dall’energia venduta, ne guadagnerà una piccola percentuale: Hydroversilia, che ha in concessione l’impianto, deve rientrare dell’investimento fatto». Insomma, basta aspettare e l’impianto idroelettrico darà i suoi buoni frutti. Mentre per altri versi ne produce fin da subito.
«Le scelte fatte – commenta Amerigo Guidi - sono andate verso le energie rinnovabili: dopo il teleriscaldamento, il Consorzio forestale alta Versilia, che è in continuo sviluppo, adesso l’impianto idroelettrico. Sono scelte ecologiche e culturali, ma soprattutto lungimiranti perché se ne potrà godere a pieno in futuro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
