Sicurezza
Sfratti, 34 da qui a fine anno Il Comune non ha soluzioni
L’Unione inquilini annuncia: alle famiglie venga data una soluzione dignitosa A breve fuori casa anche chi era negli appartamenti dei genitori dell’ex assessore
VIAREGGIO. Gli sfratti continuano: il Tribunale di Lucca, con sezione distaccata di Viareggio, ha comunicato all’Unione inquilini, con una lettera inviata anche alla Prefettura, che su Viareggio ci sono 34 sfratti esecutivi da qui al 31 dicembre 2012 e tutti potenzialmente all'ultimo accesso.
«Il dato ci spaventa più di quanto potessimo essere preoccupati con i dati già esistenti da noi rilevati», spiega l’Unione inquilini. Che ricorda di essersi «sempre espressa in merito alla questione del rinvio dello sfratto affermando che non si cerca di posticipare l'esecuzione come unica forma di vittoria, ma come garanzia per gli inquilini a non essere abbandonati alle negligenze delle istituzioni, alla garanzia di un tetto sicuro e per fornire il tempo necessario al Comune per lavorare ad una soluzione dignitosa e socialmente valida».
Ad oggi - grazie al lavoro avviato dall’Unione inquilini - molti sfratti sono stati rinviati e alcune famiglie hanno trovato una sistemazione precaria. Che, nel caso delle pensioni, continua a creare non pochi problemi per il divieto di preparare i pasti. «Abbiamo fatto della nostra lotta - si legge in una nota dell’Unione inquilini - un principio di partecipazione e di condivisone del problema che affligge tutta la città e non solo di chi ne risente in prima persona; a breve ci vedremo impegnati in altri picchetti anti sfratto; considerando le varie tipologie di ogni singola situazione che andremo a difendere, dobbiamo tenere in considerazione, sia noi, sia le istituzioni, la gravità dello stato sociale della famiglia interessata e quindi il numero di accesso dell'ufficiale giudiziario in quella abitazione. Negli accessi alle quarte chiamate saremo determinatissimi nel preoccuparci e nel assicurarci che venga data alla famiglia una valida e dignitosa soluzione abitativa alla propria emergenza sociale. Nel caso in cui questo venisse meno useremo tutte le nostre forze per rimandare di nuovo l'esecuzione dello sfratto. Nel caso delle prime seconde e terze chiamate - scrive Michelangelo Di Beo - vogliamo lanciare un appello al Comune, ricordando che si può arrivare a rimandare l'esecuzione fino alla quarta e a volte anche oltre, chiamata di sfratto. Ma siamo fortemente contrari nell'accettare di mandare una famiglia al primo, secondo o terzo accesso immediatamente in una pensione, spendendo inutilmente soldi del Comune e quindi pubblici, i quali potrebbero essere risparmiati appunto posticipando la data di inserimento in pensione».
Intanto, nei prossimi giorni, giunge al capolinea lo sfratto per i due nuclei familiari che il Comune aveva collocato negli appartamenti dei genitori dell’allora assessore al sociale, e alla casa, Vittorio Fantoni. Due famiglie per un totale di undici componenti, di cui sette bambini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
