Proteste
«Non ci piace l’antico con il moderno»
Questa la motivazione principale dei contestatori, ma dietro ci sono anche questioni politiche
PIETRASANTA. Il caso della lunetta di Mitoraj deflagra nello scorso mese di agosto con l’attacco di un artigiano pietrasantino, Alessandro Petrucci al sindaco Domenico Lombardi: sotto accusa la scelta di collocare una scultura in bronzo dell’artista polacco nella facciata della chiesa di S. Agostino.
Scelta non condivisa – e da qui le dure critiche al sindaco - con la città.
L’opera, dal tema L’Annunciazione, realizzata dalla Fonderia Mariani, finisce ben presto nel mirino di cittadini e studiosi e divide la comunità: c’è chi la vede come un modo intelligente per rendere ancora più luminosa la griffe artistica di Pietrasanta e chi invece ne parla come uno sfregio indelebile a un bene di tutti, quale è la chiesa di S. Agostino.
Nasce un comitato, La Piazza, che con 1100 firme a sostegno, chiede a Lombardi di fare un passo indietro: richiesta rigettata dal primo cittadino che al contrario, d’intesa con Mitoraj, sceglie l’8 dicembre come data di inaugurazione della stessa opera.
La discussione, su richiesta del Pdl, approda in sede istituzionale con un consiglio comunale aperto che alla fine sancisse, al momento del voto, la “liceità” della scelta di Lombardi. Tutto a posto? No perché, è appunto notizia di ieri, ecco arrivare da Lucca lo stop a firma della Soprintendenza: l’esposto del Comitato ha aperto una breccia e servono nuove valutazioni. E il destino della scultura di Mitoraj in terra di Pietrasanta torna a farsi incerto.
Il problema, per il comitato è che una scultura moderna non può inserirsi in una facciata del Trecento. Insomma un negare la storia dell’arte occidentale, ma tant’è.
Il maestro polacco ha già donato a Pietrasanta la famosa scultura del Centauro oltre all’affresco collocato in sala del consiglio comunale.
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