Il Tirreno

Versilia

Casa, Finanza in Comune L’inchiesta prosegue

di Donatella Francesconi
Casa, Finanza in Comune L’inchiesta prosegue

Si indaga sui redditi degli inquilini delle case popolari, sui contributi all’affitto, sui nuclei inseriti in pensione, sulla gestione di tutta l’emergenza

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VIAREGGIO. Guardia di finanza presenza fissa in Comune, in questi giorni. Ed è ancora il tema della casa all’ordine del giorno dell’inchiesta aperta, ormai dall’estate, su mandato della Procura di Lucca (pm Antonio Mariotti) guidata da Aldo Cicala. Dai primi di agosto ad oggi - così racconta radio-Muncipio - le Fiamme gialle hanno acquisito tutti i dati necessari a verificare redditi ed aiuti ricevuti, soprattutto sul fronte del’emergenza casa. Sotto la lente di ingrandimento ci sono coloro che abitano nelle case popolari, ma anche chi ha usufruito di una sistemazione in pensione od hotel perché in emergenza abitativa, chi ha è stato beneficiato del contributo affitto, quelli che hanno avuto altri contributi economici, ed infine e famiglie che sono state collocate negli appsrtamenti che i privati hanno affittato al Comune (senza apposito bando).

All’azione della Procura e della guardia di finanza si affianca l’accordo che Erp ha raggiunto con i Comuni pe avere accesso ai dati che gli enti pubblici hanno a disposizione così da avviare controlli “in proprio” che fino a qui sono stati possibile solo nel 2008 sui redditi del 2006.

Quello che emerge sempre di più, man mano che il “Tirreno” scava nelle visure camerali di alcuni inquilini titolari di alloggi popolari, è che quelli messi in evidenza dal lavoro giornalistico non sono casi isolati. A fronte di 37 appartamenti occupati da famiglie che sono entrate, nel corso degli anni, sfondando le porte degli appartamenti vuoti, ci sono 19 nuclei familiari che non hanno più titolo (o non l’hanno mai avuto) per restare nell’alloggio Erp di Viareggio.Ma nessuno si è fin qui fatto il problema. Nonostante in più di un caso si tratti di situazioni che vanno avanti anche da 15-20 anni.

Perché la situazione cambi, soprattutto se si tratta di famiglie con attività commerciali (e dipendenti) impossibili da tenere aperte con un reddito di poco superiore ai 13mila euro come quello richiesto come “tetto” massimo per abitare in un alloggio pubblico, sarebbe necessario avviare gli atti di decadimento. Ai quali seguono le ingiunzioni. Le quali, se non ottemperate, danno il via all’intervento delle forze di polizia. Passaggi evidentemente più facili a dirsi che a farsi per il Comune di Viareggio, amministrazione dopo amministrazione, di qualsiasi “colore “ politico.

Quello che colpisce è il fatto che si tratti di storie e vicende risapute e non di “leggende metropolitane”: le telefonate arrivate in redazione segnalano casi conosciuti, noti. Famiglie che si dedicano al commercio, che posseggono auto che chi sostiene un mutuo o un affitto di mercato non potrà mai permettersi.

E non solo sul fronte di chi alloggia in un appartamento Erp. Sarebbero infatti cinque le situazioni ormai accertate di reddito sopra qualsiasi livello da assistiti anche per chi da anni usufruisce di una stanza in pensione od in hotel.

Cinque situazioni per le quali, a breve, dovrebbero essere presi provvedimenti. Per la serie meglio tardi che mai.

Intanto, altri fronti sembrano aprirsi per quanto riguarda chi ha trovato una sistemazione negli appartamenti costruiti all’ex ospedale Tabarracci, che fanno parte del patrimonio immobiliare affidato alla Viareggio Patrimonio. Nei prossimi giorni cercheremo di sciogliere l’ennesimo “puzzle” che ci è stato sottoposto.

Intanto va sottolineato che la graduatoria dell’emergenza abitativa non è ancora stata pubblicata. E che la stessa Viareggio Patrimonio ha nella disponibilità alcune abitazioni piccole che non vengono assegnate, nonostante l’emergenza sfratti ormai quasi ingestibile.

Numerose sono le telefonate che arrivano in redazione e tutte pongono lo stesso quesito: «Cosa si sa?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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