Il Tirreno

Versilia

Stagionali, disoccupazione a rischio

di Corrado Benzio
Stagionali, disoccupazione a rischio

La nuova legge Fornero rischia di creare una nuova categoria di esodati. Ieri manifestazione a Forte dei Marmi

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VERSILIA. Sarà la crisi che incalza e dilania le speranze di chi lavora, ma anche nel comparto turistico i problemi si stanno moltiplicando, con tanti lavoratori che vengono ridotti a stagionali e da qualche tempo, anche a costoro si riducono i mesi di piena occupazione per ridurli a parziali, mettendo così anche a rischio quella che era la vecchia indennità di disoccupazione che dal prossimo anno cambia nome e diverrà l’Aspi, l’assicurazione in caso di perdita del lavoro che sostituirà le altre forme di sostegno per chi rimane senza occupazione.

Così assume particolare attualità l’incontro che c’è stato ieri mattina in piazza del municipio al Forte dove una delegazione dei lavoratori precari del settore turistico ha manifestato e incontrato il sindaco Umberto Buratti per chiedergli di farsi interprete e promotore di un’iniziativa a livello versiliese che scongiuri i fantasmi della disoccupazione senza indennità.

«Più che un incontro – ha dichiarato al termine Buratti - si è trattato di un momento di ascolto degli argomenti che questa rappresentanza di lavoratori, per la maggior parte del settore alberghiero, mi ha presentato. Nello specifico, queste persone chiedono un impegno full time affinché, durante l’inverno, possano ricevere gli aiuti stabiliti dalla legge. Per quanto mi riguarda la cosa è degna della massima attenzione e sicuramente, porterò all’attenzione degli altri sindaci della Versilia così come dei rappresentanti delle categorie interessate, queste richieste, che investono numerosi lavoratori del settore turistico. La crisi, purtroppo coinvolge tutti i comparti dell’economia e quello del turismo non fa certo eccezione».

Ma per i lavoratori stagionali spunta un altro problema, il rischio di diventare una specie di esodati.

Il problema è legato alla legge approvato il 28 giugno scorso, la legge 92/12. Di fatto dal primo gennaio sparisce l’indennità di disoccupazione come era stata concepita per gli stagionali.

La nuova indennità si chiama Aspi, assicurazione sociale per l’impiego e andrà chiesta entro sessanta giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Ma per chi ha finito di lavorare a settembre, ma anche fino a metà ottobre, come fa a chiedere l’Aspi che scatta dal primo gennaio – quando la nuova legge Fornero entrerà in vigore.

Insomma gli stagionali lamentano un vuoto legislativo che rischia di trasformarli in nuovi esodati, ovvero quei lavoratori che hanno lasciato il lavoro, ma si sono trovati senza pensione perché nel frattempo sono scattate le nuove norme decise dal governo Monti.

Da qui una preoccupazione crescente ed un tamtam sulla Rete. Dove si annuncia, ad esempio, che sulla vicenda, ci sarà già domani sera un’assemblea sindacale in quel di Rimini, capitale italiana dell’industria turistica.

Alle 21,30 sono convocati i bagnini romagnoli di fronte al sindacato Filcams della Cgil e ai Cobas del Veneto.

Quello che appare strano è che al momento nella nostra zona non c’è stato alcun campanello d’allarme da parte dei sindacati. E del resto, proprio sugli esodati, in un primo momento in pochi avevano capito gli effetti perversi della nuova legge.

Certo fra la crisi ed il taglio della disoccupazione (solo previsto al momento) si annunciano tempi grami per chi lavora nel turismo.

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