Toscana
Sedici posti di lavoro in meno per risparmiare 100mila euro
La Crea è stata costretta a inviare le lettere di licenziamento agli assistenti sociali La presidente Caruso: stravolto il sistema di assistenza che oggi riguarda 1400 utenti
VIAREGGIO. I 16 preavvisi di licenziamento sono arrivati da qualche giorno a casa dei destinatari: assistenti sociali che in alcuni casi lavorano alla Crea, assicurando un servizio a circa mille e 400 utenti su tutti il territorio per conto dell’Asl, anche da 10, 11 anni. C’è scritto che da gennaio non avranno più un lavoro. Perché l’Asl ha deciso di tagliare le risorse per il tipo di assistenza fino ad oggi assicurata con un appalto da circa 280mila euro (quello in scadenza con Crea). Verrà fatta un’altra gara, per un importo di 188mila euro. Il risparmio per l’azienda sarà cioè di 100mila euro. E viene da chiedersi se una cifra del genere “valga” 16 posti di lavoro.
Il taglio. Crea, a fronte dei tagli previsti sui servizi sociali da parte della Regione e dell’Asl, ha dovuto mettere in previsione degli esuberi sul fronte delle risorse umane sia che, partecipando alla gara per gli assistenti sociali, dovesse vincere sia che, a maggior ragione, l’appalto vada assegnato ad altri. «La questione - spiega la presidente della cooperativa sociale viareggina, Vera Caruso - non è però solo quella dei posti di lavoro ma della possibilità di proseguire il servizio così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi». Nei 100mila euro di taglio ci stanno meno assistenti sociali e meno ore di assistenza. Quindi «non ci si stupisca - afferma Caruso riferendosi ad un episodio di cronaca di qualche giorno fa - se poi i casi di pazienti che si presentano al Pronto soccorso col macete aumenteranno. Dove credete che vadano a operare gli assistenti sociali? Proprio in questo settore».
Settore che, a detta della presidente di Crea, verrò stravolto. «Ci aspettavamo una conferma dell’affidamento dei servizi così come è sempre stato in passato - continua Caruso - ma dal confronto con il direttore generale dell’Asl, Baldacchini, è venuto fuori solo che ci sono 10 milioni di euro di buco e che bisogna tagliare. E il taglio riguarderà l’assistenza sociale alle persone più deboli e più fragili».
Il caso centri diurni. Una domanda, questa che riguarda anche altri settori di cui si occupa, storicamente, la Crea. A cominciare dalla gestione dei centri diurni per disabili (a Viareggio, Camaiore e Massarosa). «Anche in questo caso - continua Caruso - a fronte di una convenzione per la gestione in scadenza il 31 dicembre non sappiamo ancora cosa succederà. Saranno rinnovate? E come? L’unica certezza è che per i centri diurni aspettiamo dall’Asl (che fa da tramite per i Comuni della Versilia, ndr) ancora 750mila euro. Fino ad oggi abbiamo pagato noi gli operatori, abbiamo investito noi sulle strutture con risorse nostre. Andiamo avanti con anticipi di fatture e credito con le banche, ma non si può procedere in questo modo all’infinito». E la questione economica, pur importante, è secondaria a fronte del venir meno di un servizio che coinvolge centinaia di famiglie in tutta la Versilia. «Alcuni dei nostri utenti - continua Caruso - sono con noi da una vita. Ci sono casi di handicap grave: dovranno rimanere a casa senza assistenza? Come faranno le loro famiglie».
I sindacati. Intanto i rappresentanti sindacali della Funzione Pubbblica della Cgil annunciano di essersi già mossi «a tutela dei lavoratori della Crea e degli utenti che usufruiscono del Servizio Sociale in convenzione». E rispetto al nuovo bando «abbiamo sollecitato il Direttore Generale affinchè chieda ad Estav una proroga della convenzione in atto che scade il 31dicembre. C’è il rischio che Estav non riesca a completare le procedure entro quella data e questo porterebbe al blocco del servizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
