Sicurezza
Sant’Anna, l’Anpi attacca Migliorini (Pdl)
STAZZEMA. Sabato, durante il Consiglio congiunto per la strage di Sant’Anna, oltre a tutti i sindaci, a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Michela Migliorini, è intervenuto anche il...
STAZZEMA. Sabato, durante il Consiglio congiunto per la strage di Sant’Anna, oltre a tutti i sindaci, a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Michela Migliorini, è intervenuto anche il consigliere di Stazzema Antonio Giannelli, che, da solo, forma il gruppo Versilia Medicea. E che solo due anni fa faceva parte della lista di Migliorini, Uniamo Stazzema. Ma oggi si unisce alla disapprovazione anche il presidente dell’Anpi di Pietrasanta, Moreno Costa. Per l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, i dubbi che vengono posti dal consigliere Migliorini sono stati ben chiariti dal processo di La Spezia. «Ha dato fondo a tutte le sue risorse intellettuali per scrivere una lettera piena di fandonie, luoghi comuni e banalità sulla strage di Sant’Anna di Stazzema, sollevando dubbi e ponendo domande a cui da anni sono state date precise risposte. Basta leggere – scrive Costa - la sentenza del processo, basata sulle scrupolose indagini della Procura Militare e sulla consulenze degli storici Paolo Pezzino e Carlo Gentile». Migliorini aveva elencato alcuni “punti oscuri”, da lei considerati fondamentali per avere un quadro esatto di ciò che successe a Sant’Anna il 12 agosto del 1944. Ma soprattutto del perché, domanda che spesso riecheggia, nonostante la sentenza di La Spezia, e che fa emergere diverse tesi contrastanti. Inoltre il Presidente dell’Anpi della sezione Gino Lombardi controbatte Migliorini sulla questione del numero delle vittime. «È noto – continua Costa - che il numero di 560 vittime non è esatto, frutto di errori nella stesura dell'elenco da parte dell'Amministrazione Comunale nell'immediato dopoguerra, poi confermato nella motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Un errore dovuto non a spregiudicati e assurdi calcoli, ma alle difficoltà in cui versavano gli uffici in quegli anni. Ma che cosa cambia se ad essere uccise a Sant'Anna furono cento persone in più o in meno? Non bastano gli oltre 100 bambini trucidati barbaramente, le cui foto e i nomi sono esposti nel Museo della Resistenza, per testimoniare la ferocia nazifascista?».
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