Sicurezza
Ristoratore “abusivo” nella casa popolare
Il commerciante per Erp è occupante senza diritto. Così evita anche i controlli del Comune: è l’ennesimo scandalo
VIAREGGIO. Occupa, senza averne diritto, una casa popolare. Pur essendo titolare di una nota attività commerciale artigianale nel settore della ristorazione. Continua l’inchiesta del “Tirreno” sul patrimonio abitativo pubblico a Viareggio: 1.062 alloggi concentrati per la gran parte nel quartiere Varignano. Dopo la proprietaria di una piccola impresa che da quasi 40 anni vive in un alloggio popolare, ecco il piccolo imprenditore (così nella visura della Camera di commercio) con impresa artigiana della ristorazione. Il quale - per Erp, l’ente presieduto da Francesco Franceschini che costruisce e manutiene gli alloggi popolari e riscuote il dovuto - risulta “occupante senza titolo”. E, dunque, inesistente. Perché - spiegano i dirigenti di Erp - «chi si trova in questa condizione, essendo irregolare a prescindere, non subisce controlli relativi al reddito».
Controlli, quelli su chi abita negli alloggi popolari, che spettano ai Comuni. Franceschini su questo è netto e ben deciso a “vuotare il sacco” su come è andata in questi anni. «A Viareggio - picchia duro il presidente di Erp - si deve rilevare come ci siano state amministrazioni che non hanno preso a cuore come si deve il patrimonio pubblico immobiliare». Parole pesanti. Per sottolineare che, rispetto alle assegnazioni, per legge Erp «dà la casa a chi ne ha diritto secondo le indicazioni che arrivano dai Comuni».
Alle amministrazioni locali spetta il compito di bandire le graduatorie, controllare le domande, definire l’elenco degli aventi diritto, assegnare le abitazioni, riscuotere e girare il dovuto ad Erp.
Con il risultato che solo Viareggio ha accumulato - così il dato alle fine di agosto - una morosità pregressa di 1 milione e 362mila euro. Come spiega Fabio Colombini, responsabile utenza di Erp. Una cifra che «sta rientrando», conferma Colombini, «grazie all’accordo fatto al Comitato per l’ordine pubblico», sottolinea Franceschini. Per cui si è arrivati a definire modalità di recupero che evitassero gli sfratti dalle case pubbliche.
Rebus controlli. «Finalmente stiamo riuscendo ad avere l’accesso diretto ai dati dell’Agenzia delle entrate...». Siamo nel 2012 ma la burocrazia non conosce modernità. «Nel 2008 - racconta Colombini - riuscimmo ad avere i dati dei redditi e controllammo modello unico e 730. In tutta la provincia di Lucca risultarono 132 inquilini la cui situazione non corrispondeva ai dati reali. Di questi, 49 erano a Viareggio, con canoni arretrati per 86.500 euro. Segnalammo tutto alla Procura di Lucca che poi mise in azione la guardia di finanza per i dovuti accertamenti che hanno portato all’avvio dell’azione penale».
I redditi degli inquilini delle case popolari vengono verificati d’ufficio ogni due anni: «Se il reddito sfora il limite di legge - spiega ancora Colombini - si attende la verifica su quello dell’anno successivo. Se, passati 12 mesi, la dichiarazione è ancora superiore al consentito, allora facciamo la segnalazione al Comune». E qui viene il bello: perché l’ente pubblico «può provvedere alla decadenza dell’assegnazione della casa popolare». Ma anche no. Nel senso che «spetta al Comune verificare se ci sono o meno le condizioni per la revoca». E come è finita a Viareggio è sotto gli occhi di tutti... Nel 2010 - continua Erp - è intervenuto il Garante della privacy che ha bloccato l’accesso ai dati dell’Agenzia delle entrate. «A settembre del 2010 - sottolinea il presidente Franceschini - abbiamo scritto a tutti i Comuni della provincia chiedendo di trovare un modo per accedere ai loro dati. Nessuno dei grandi Comune, compreso Viareggio, ha risposto». Ora, però, sembra che il problema si sia risolto, anche se rimane qualche problema tecnico per cui trovare una soluzione.
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