Attenzione
Mannaia su analisi e diagnostica
Le liste d’attesa si allungano e intanto il privato in convenzione si riorganizza
VIAREGGIO. Le segnalazioni sono decine. E ogni giorno la situazione sembra peggiorare. È quella dei tempi per le visite specialistiche e per gli esami diagnostici appesi al filo dei tagli alla sanità e del rinnovo delle convenzioni con i privati che, insieme alle strutture pubbliche, in questi anni hanno contribuito a mantenere entro limiti accettabili i tempi per farsi una visita ortopedica o una radiografia.
A conferma di ciò l’avviso, apparso alcuni giorni fa, sulla home page della Casa di Cura San Camillo. Si legge: «Si informa che, a seguito di precise indicazioni da parte delle Asl della Regione Toscana, l’attività sui residenti toscani viene ridotta fino a termine dell’anno corrente, salvo diverse disposizione dal sistema sanitario regionale». Che cosa vuol dire? Lo hanno sperimentato quanti in questi giorni si sono rivolti ai Cup Asl per prenotare un ecodoppler o una radiografia: gli appuntamenti non vengono più dati presso strutture “convenzionate” ma solo all’ospedale Versilia.
Per due motivi: i budget per le prestazioni sul 2012, sono esauriti e non c’è alcuna intenzione di integrarli. E ad oggi l’Asl Versilia non sa se e come verranno rinnovate le convenzioni con i privati per il 2013. L’ipotesi di partenza era quella di una riduzione del 4% delle risorse destinate alla copertura delle prestazioni in convenzione. Ma il taglio potrebbe essere anche superiore.
Il privato si organizza. I problemi di budget ovviamente sono del tutto insignificanti per chi si vede dare un appuntamento per un esame diagnostico a sei mesi dalla data della prenotazione. Chi può si rivolge al privato e paga. E anche chi non può? «Per agevolare i cittadini toscani nell’accesso alle prestazioni ambulatoriali e in regime di ricovero - si legge ancora sulla home page della Casa di cura San Camillo - la direzione della casa di cura ha deciso di offrire una tariffa diretta scontata». Dove non arriva l’Asl, insomma, c’è la possibilità che arrivi comunque il privato con prezzi “sociali”. IL caso del San Camillo non sembra isolato. È la strada che in molti pensano di percorrere a fronte di un “pubblico” sempre più depauperato. Del resto il costo delle prestazioni tra pubblico e privato è sempre meno distante. Eccetto le fasce di utenti esenti chi ha redditi superiori a 36mila euro paga per prestazioni e ricette anche all’Asl. E non paga poco. Un esempio banale: un elettrocardiogramma costa a un cittadino che si rivolge all’Asl tra i 23 euro (fino a 36mila euro di reddito) e i 43 euro. Al San Camillo il costo è di 40 euro e di fatto non c’è lista d’attesa.
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