Sicurezza
La Società della salute chiude entro l’anno
A rischio i centri diurni per l’assistenza ai disabili per i quali le convenzioni sono ormai in scadenza. Il sindaco Neri: scelta miope e danni ai servizi
VIAREGGIO. L’annuncio ufficiale è atteso per la fine di novembre. Ma le prime indiscrezioni sono già circolate, con tutto quello che ne consegue in termini di incertezze sul mantenimento della qualità e della quantità dei servizi assicurati fino ad oggi sul territorio.
La Società della salute chiude entro la fine dell’anno. In Versilia come nel resto della Toscana. La Regione ha deciso di archiviare questa esperienza di gestione dei così detti servizi territoriali (come l’assistenza domiciliare, per fare un esempio) per adottare un nuovo sistema. Quale? Nessuno sa dirlo. Nè arrivano indicazioni in questo senso dal presidente della Società della Salute versiliese, Ettore Neri, che rinvia ogni comunicazione sul tema a una conferenza stampa (giovedì), non ha difficoltà a condannare - come già avvenuto in passato - una scelta che ritiene «miope - afferma - e sbagliata: la Società della salute ha costi contenuti e assicura servizi che da soli i Comuni non sono più in grado di garantire. Mi dispiace che la Regione abbia dato credito a chi sostiene il contrario».
Ma in concreto cosa potrebbe succedere con la liquidazione della Società della Salute? Il primo effetto è di estrema attualità. La Sds avrebbe infatti dovuto prendere in carico i centri diurni per disabili, compresi quelli oggi gestiti dalla coop Crea. Avrebbe dovuto fare un bando, assegnare le gestioni, assicurare i pagamenti alle cooperative che oggi invece sono in gravi difficoltà economiche perché i singoli Comuni, che dovrebbero pagare l’Asl per i servizi svolti dalle Coop, non sono in grado di pagare. Solo la Crea, per fare un esempio, vanta nei confronti degli enti locali (Asl e Comuni) un credito da 2 milioni e 450mila euro.
Chi si occuperà ora dei centri diurni? Chi farà la gara? Sarà in grado l’Asl di gestire da sola questa partita? Oppure i servizi dovranno tornare nelle mani dei Comuni?
Domande al momento senza risposta. Come pure quelle relative al destino di un altra delle attività affidata interamente alla Società della salute: l’assistenza domiciliare.
A detta di Neri la chiusura della Società della salute, visti i costi di questa realtà, non era decisiva. Tutt’altro. Soprattutto ora che la Versilia si trova a dover fare i conti con altre emergenze: i Comuni che non hanno i soldi per pagare i servizi sociali erogati dalle cooperative e i tagli nel settore dell’assistenza sociale che, per tornare al caso della Crea, mettono a rischio i posti di lavoro.
Valentina Landucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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