Il Tirreno

Versilia

Antenne tv, il Comune non interviene

di Marco Pomella
Antenne tv, il Comune non interviene

Troppo complesso spostarle e Pedona insorge. L’assessore Dalle Mura: lavoriamo per ricollocare gli impianti radio

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CAMAIORE. Il piano delle antenne per telefonia sul territorio - dove e quante - lo redigeranno le stesse compagnie, Vodafone, Tim e le altre. E contemporaneamente sarà dato il via libera all’iter per iniziare la delocalizzazione dei tralicci radio di Pedona.

Su questa doppia complicata via si sta infilando l'amministrazione di Camaiore. Tra non poche proteste, anche da parte dei comitati che più o meno omogeneamente avevano appoggiato l’idea di Del Dotto alle elezioni. Entrambe le questioni, ovviamente, non possono risolversi dall’oggi al domani. In campagna elettorale la compagine di centrosinistra aveva promesso ad esempio la rivisitazione del piano delle antenne per cellulari. Ma è il come che ai comitati oggi non piace. «Abbiamo chiesto ai gestori di telefonia - conferma l'assessore all'ambiente Davide dalle Mura - di redigere un loro piano per la copertura completa del territorio, comprese le colline, utilizzando antenne della più bassa emissione possibile». Saranno insomma Vodafone e Tim, assieme a Tre e Wind, a presentare al Comune un loro piano della telefonia mobile. «Quel piano ovviamente sarà vagliato dal Comune - dice Dalle Mura - assieme a comitati e associazioni ambientaliste». Che, già oggi, appaiono molto molto perplesse al riguardo.

Pedona. La frazione è alle prese con il problema dei tralicci per le emissioni radio-televisive. Anche lì il comitato è in fermento perché dopo tante promesse ancora si vedono pochi risultati. Anzi qualcuno accusa anche il Comune di tenere nascosti i dati delle analisi effettuate dall'Arpat. «Per avere quei dati - spiega l'assessore - basta fare richiesta e seguire la normale procedura. Nessun problema a mostrarli, anche perché affermano che le emissioni sono sempre state sotto la soglia di legge. Così come hanno confermato anche le analisi fatte dai nostri tecnici comunali». Oltre ai controlli delle emissioni, l'ufficio edilizia privata ha già avviato altri controlli incrociati, dal punto di vista delle autorizzazioni urbanistiche ed edilizie. E qualche piccola anomalia sta già emergendo. L’assessorato all’ambiente ha già avuto uno scambio su questo argomento col ministero. «Il problema è complesso. I tralicci pubblici, quelli della Rai, non rappresentano un problema. Lì c'è un unico gestore, un unica ditta di tecnici. Il problema sono i tralicci delle tv private. Lì negli anni chiunque arrivava e piazzava il suo ripetitore. Lì ci sono decine di tecnici diversi che intervengono, alzano e abbassano i livelli di emissione. Più difficile controllare». Comunque per i tralicci delle tv c'è poco da fare. «Oltre ad avere lo stop dal Ministero - spiega Dalle Mura - bisogna considerare che spostare quei tralicci significherebbe costringere migliaia di persone a spostare l'antenna di casa. Con tutto quello che comporta in termini di spesa». Qualche spiraglio invece per i tralicci che hanno i ripetitori di radio private. «Le radio - dice l'assessore - sono il male peggiore, perché sparano emissioni molto più alte delle televisioni». Allo stesso tempo spostare un antenna radio (essendo multidirezionale, ossia spostandola non necessita di essere risintonizzata) non comporta problemi. «La prima cosa che possiamo quindi fare - dice Dalle Mura - è delocalizzare da Pedona le antenne radio. Ma non vogliamo fare le cose a caso. Bisogna individuare, tramite uno studio dell'università, le zone idonee, lontano dai centri abitati del territorio». I tempi quindi si allungano.

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