Il Tirreno

Versilia

Lo “struscio”? Ora si fa in piazza Duomo

di Sara Onesti
Lo “struscio”? Ora si fa in piazza Duomo

Forte dei Marmi, in crisi d’identità, perde il suo appeal. La Piccola Atene, tra tradizione e eventi, convince anche i vip

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PIETRASANTA. Fine settimana di novembre. Nonostante il tiepido sole che mitiga l’aria ormai invernale, la centrale piazza del Fortino a Forte dei Marmi è ancora semivuota alle quattro di pomeriggio. I tavolini fuori dai bar sono poco frequentati, nelle pizzerie entrano solo alcuni ragazzi e un paio di famiglie con bambini. I giovani dello shopping (o semplicemente della passeggiata) del sabato pomeriggio sembra abbiano fatto rotta altrove. Dove? A pochi chilometri di distanza, a Pietrasanta, via Mazzini: piena di vita. Un caso, si dirà. O forse tempi che cambiano. La verità è che anche i fortemarmini si stanno accorgendo che il proprio paese è sempre più vuoto. Che Pietrasanta, vuoi per le mostre, i locali o l’atmosfera caratteristica data dalle botteghe e dai mercatini piace di più. Ai versiliesi e alla gente di fuori. Anche a quelli che la villa la comprano al Forte.

Nel centro del Forte, che d’estate pullula di turisti - in gran parte stranieri - innamorati delle vetrine delle grandi marche, sabato pomeriggio si vedevano passeggiare solo coppie adulte e famiglie con bambini piccoli. Per lo più gente di fuori alla ricerca di sole e tranquillità. Ragazzi? Pochi.Della gioventù versiliese qui c’è scarsa traccia: forse proprio per la colonizzazione del lusso, Forte li allontana. Qui più che altro si vedono girare signore e signorine molto curate con sacchetti riccamente decorati sotto braccio. Una frequentazione “selezionata”, come sempre, verrebbe da dire. In realtà molto di più rispetto a qualche anno fa.

Poco più in là, a Pietrasanta, mostre o non mostre, fiere o non fiere, è piena di gente. Dai ragazzi, giovani e giovanissimi, che si ritrovano con gli amici in piazza Duomo o per una passeggiata tra le vie del centro. Alle famiglie e alle coppie. Si fa shopping, si cercano le particolarità che ancora qualche bottega del centro offre.

E sembra proprio essere questa – sentendo i dibattiti che si stanno sviluppando in questi giorni anche sui social network - la forza attrattiva di Pietrasanta: la tradizione e le iniziative che più volte al mese vengono svolte tra le vie della Piccola Atene. In altre parole la capacità di offrire sempre qualcosa al pubblico, che sia una esposizione o i banchetti di qualche fiera che illumina il centro. E questo suscita una sempre più ampia discussione tra i cittadini pietrasantini e quelli fortemarmini, che vorrebbero che la loro amministrazione dedicasse (prendendo ad esempio quella della Piccola Atene) la stessa attenzione e gli stessi accorgimenti applicati l’estate, anche alla versione invernale della città, quando la mancanza di eventi rischia invece di farla “morire”.

Oltre al lavoro istituzionale, Pietrasanta ha comunque dalla sua quello degli esercenti del centro, che partecipano attivamente (uno su tutti il contributo per gli addobbi natalizi), nonché una notevole fama artistica , cosa che la mantiene un polo attrattivo per chi si trova in zona. Un’attenzione per le proprie peculiarità, insomma, che le ha permesso di mantenersi una nicchia tutta sua, mentre Forte dei Marmi ha fatto da anni una scelta più cosmopolita, con boutique esclusive e firme internazionali che d’inverno, quando non è il mare a richiamare i visitatori, ne fanno una “via Montenapoleone” o una “via Condotti” versiliese. Ma a quel punto per fare shopping basta restare a Milano o a Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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