Il Tirreno

Versilia

La città «punita» dalla guida Michelin

di Corrado Benzio
La città «punita» dalla guida Michelin

Sparisce il grand hotel Principe di Piemonte, e così Viareggio viene superata anche da Forte dei Marmi

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VIAREGGIO. L’uscita della Michelin 2013 chiude la stagione delle guide gastronomiche. Quelle che da inizio ottobre ad oggi con il loro voti, simboli, recensioni hanno tenuto banco sui siti e sui giornali dedicati alla ristorazione.

La guida Rossa ha suscitato una certa sorpresa soprattutto in Versilia. In particolare per avere cancellato due stelle su tre a Viareggio, mantenendo tre stelle a Forte dei Marmi.

La notizia che ha fatto più scalpore è la cancellazione dalla guida del grande hotel Principe di Piemonte. Non solo il ristorante il Piccolo Principe ha perso la stella, ma lo stesso albergo – considerato fino al 2012 il migliore della Versilia e non solo – è stato cancellato.

Avendo perso anche la stella dell’Enoteca Henri, chiusa ormai da febbraio nei locali dell’ex Oca Bianca, a Viareggio sono rimasti solo sei i ristoranti segnalati e uno solo – l’eterno Romano – con la stella.

FORTE - Meglio le cose dalle parti del pontile. Dove Lorenzo, il Bistrot e la Magnolia mantengono l’asterisco.

Gli altri due locali segnalati a Forte sono l’Osteria del Mare e i Fratellini’s. Insomma una sorta di guida Valiani, più che Michelin. Visto che L’Osteria, i Fratellini’s e lo stesso Bistrot appartengono alla famiglia Valiani, una sorta di dinastia della ristorazione.

Da segnalare che Andrea Mattei, lo chef del Magnolia, è partito alla volta di Copenhagen per approdare al Noma, quello che è considerato il migliori ristorante del mondo.

Mattei starà un mese alla corte di Rene Redzepy , vedremo come tornerà.

PIETRASANTA - Cenatown è sicuramente la realtà più penalizzata dalla guida rossa. C’è solo Filippo segnalato sulla piazza. Cancellato ormai da tempo l’enoteca Marcucci , gli ispettori guidati da Fausto Arrighi non credono ci sia nessuno che meriti la segnalazione.

Da segnalare invece, ed è la vera notizia che Filippo Di Bartola non traslocherà dalla sede di via Stagio Stagi. Ad alcuni amici aveva confessato di meditare un trasloco a Forte dei Marmi.

Un’operazione che sarebbe stata più che saggia, alla luce di un fatto che può sembrare clamoroso ma vero: Pietrasanta con questa estate ha iniziato la sua china discendente, mentre Forte ha bisogno di novità (vedi una trattoria di qualità alla moda di Filippo) per ripartire alla grande.

Una visione delle cose che conferma come Di Bartola sia uno dei pochi ristoratori pensanti in zona.

CAMAIORE - L’esempio di Camaiore ci dice molto della filosofia un po’ troppo retrò della guida Michelin. Ci troviamo infatti un gran classico come Emilio e Bona, ma tutte le grandi novità che esprime il comune non ci sono.

Come si fa ad ignorare Angelo Torcigliani ed il suo Merlo? E ugualmente come è possibile non segnalare la Dogana dei Pierucci, uno dei locali che più macina coperti in tutta la Versilia?

IL RESTO - Del resto la Michelin ama segnalare locali amati dagli stranieri. Come ad esempio Cecco a Torre de Lago, un vecchio tempio della cucina di lago e di caccia. Una sorta di sopravvissuto alle grandi stagioni degli anni Sessanta in una realtà, come Torre del Lago dove la ristorazione langue.

LA MORALE - Forte dei Marmi in grandissimo spolvero, Viareggio che soffre, soprattutto se paragonata ai fasti del passato (anche recente).

Di sicuro avere perso giovani chef come Gionata Rossi e Cristiano Tomei (per lui nessuna segnalazione per il nuovo Imbuto a Lucca) ha voluto dire molto anche nella considerazione dei gourmet. Ma la Michelin, e questa è una sua colpa, ignora realtà di sicura qualità come Miro in Darsena e Buonamico in centro. Senza contare un classico come Giorgio (dove la cucina in questo periodo ha ripreso vigore) o un grande estroso come Amelio Fantoni del Buonumore.

Insomma Viareggio è in questo momento sottovalutata. Ma il problema di Viareggio – come ad esempio a Pietrasanta – è la mancaza di prospettive ed idee nuove. Fallita, l’esperienza del Piccolo Principe, chi si prende la briga di investire per aprire un nuovo locale?

Le uniche idee nuove che ci sono in giro potrebbero venire da Salvatore Madonna, patron del Plaza in piazza D’Azeglio. Per la sua Terrazza, già citata dalla Michelin, sta pensando ad un bistrot alla francese, con una cucina di qualità ma con un apparato più leggero. La Versilia, anche in cucina, ha veramente bisogno di idee nuove.

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