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Versilia

«Il caso Crea è una vergogna»

«Il caso Crea è una vergogna»

MIlziade Caprili non usa mezzi termini e chiede con chiarezza quali tagli farà ancora l’Asl Versilia

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VERSILIA. «In questi ultimi giorni ho dovuto frequentare, per motivi legati ad un malore di una mia parente, l’ospedale unico della Versilia.Da più di una persona sono stato avvicinato e mi sono sentito rivolgere domande circa lo stato della nostra sanità . In particolare quello che colpisce, mi pare di aver capito, non è tanto la futura collocazione dell’ ASL ma la sorte dell’ Ospedale e dei servizi socio- sanitari territoriali».

Così inizia lo sfogo, chiamiamolo così, di Milziade Caprili, ex vicepresidente del Senato e già consigliere comunale. Ma soprattutto oggi presidente della Croce Verde, assistenza pubblica anche lei alle prese coi tagli nella sanità.

«Ora, converrà ,su questi punti, essere chiari. In discussione non sono le professionalità che si possono trovare nella nostra struttura ospedaliera. Gli errori sono sempre possibili e vanno indagati uno per uno, ricercando, ove sia il caso,le eventuali responsabilità. Così come si dovrebbe, molto volentieri peraltro , dar atto che ci sono strutture particolarmente efficienti e capaci di somministrare cure tempestive ed adeguate. Mi è capitato seguendo il caso di questa mia giovane parente nel reparto di rianimazione. Quello che crea inquietudine nella nostra gente è quello che già vede in termini di tagli e di ticket e l’ incertezza, l’indeterminatezza in cui pare navighino le sorti future della sanità pubblica. Nessuno risponde. Quando qualcuno cerca di articolare una risposta, lo fa con tale vaghezza che i dubbi rischiano di trasformarsi in certezze.. Ci deve essere, per forza, un luogo pubblico dove chiarire i percorsi della sanità- dall’ ospedale ai servizi territoriali- per lo meno per i prossimi mesi. L’ entità del deficit- circola la cifra, da capogiro, di dieci milioni di euro- va rivelato. Contemporaneamente vanno indicati con esattezza i tagli- perché di questo si tratta, statene certi- che verranno operati per rimettere in equilibrio la “ barca”. Sarebbe di un qualche conforto conoscere anche le fonti del deficit perché non vi è dubbio che converrebbe intervenire proprio su quelle. E dei servizi, comunque etichettabili come sociali, cosa accadrà? La CREA – ricorda ancora Caprili – è costretta a mettere a casa 15 assistenti sanitarie. Costretta, vorrei che fosse chiaro . Costretta dopo aver parlato con tutti, sopportato da sola il peso di corrispettivi non pagati dai sette Comuni della Versilia; dopo “ aver bussato” e ripetutamente a tutte le porte per farsi garantire quello che gli era e gli è dovuto.

« Una vergogna per una classe politica ed amministrativa che, impegnata in tutt’altro,non riesce più a vedere le cose importanti e a stabilirne il valore. Da oggi in avanti ,vorrei dirlo con chiarezza, si apre un periodo nel quale nessuno di noi è più in grado di sopportare che la crisi – che c’ è, eccome se c’ è-venga ancora fatta pagare ai più deboli per quanto riguarda i cittadini e alle Associazioni – conclude il senatore Caprili – che sino ad oggi hanno dimostrato un elevato senso di responsabilità garantendo in ogni modo, in condizioni economiche e strutturali difficili, servizi essenziali».

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