Il Tirreno

Versilia

I cento anni delle Gavine amate da Tobino

di Adolfo Lippi ;
I cento anni delle Gavine amate da Tobino

Tabaccheria e poi osteria ha visto le performance di Fello Barsotti ma anche di Joe Sentieri

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CAMAIORE. Si festeggiano cento anni di una botteghina, tabaccheria storica e ritrovo, lungo la via delle Gavine, tra Loppeglia e la Sarzanese.

E' Luigino “alle Gavine” che Mario Tobino celebrò in uno dei suoi racconti più succosi, “La bella degli specchi”.

La botteghina, dove si consumano salumi luculliani e formaggi che saporano d'erbe lucchesi, fu fondata nel lontano '912 da Elvino Landucci.

Vi si facevano spuntini e si tracannavano vini freschi. Ai tempi di Elvino, Mario Tobino, ch'era direttore del vicino manicomio di Maggiano, scendeva giù per degustare la zuppa frantoiana, una chicca d'epoca che continua ad essere cucina e proposta, anche se oggi la fanno male un po' dappertutto.

Con Mario Tobino subito dopo la guerra frequentava anche Fello Barsotti, uno dei più prestigiosi flaneurs della provincia.

Già direttore della filiale della Cucirini in Cile e a Buenos Aires, amante d'arte e conoscitore come pochi di pittura del Novecento, diresse a Viareggio la Contemporarte di Sergio Denti; eppoi aprì una propria galleria in via Mentana dove Maccari e Marcucci erano di casa.

Con Fello, che scriveva racconti pregevolissimi su “Il Mondo”, grazie a Benedetti e Pannunzio, due intellettuali di Lucca che fecero, con Flaiano, la cultura italiana degli anni '60, Mario Tobino andava poi ad assaggiare i tordelli da “Solferino”, leggendario ristorante della famiglia Gemignani oggi purtroppo chiuso.

La zona che da Lucca porta al monte Quiesa e da qui in Versilia ha avuto nella seconda metà dello scorso secolo un proliferare di locali, nati come semplici botteghe e poi evoluti in osterie, anche di grande qualità. Ma soprattutto frequentati da artisti e letterati che vivevano a Lucca oppure in Versilia. Una storia che sarebbe bello ricostruire e raccontare.

La botteghina delle Gavine oggi è gestita da Luigino Landucci, nipote del fondatore, e dalla straripante e gentile e colta signora Carmen.

Ci si viene a discutere e consumare vini tra intenditori come il popolare Nebraska e il “Chatwin di qua”, Carlo Gemignani esploratore di osterie e vigneti esperto e curioso come pochi.

Da Luigino sono venuti anche Giuseppe Pera, giurista illustre dell'Università di Pisa, e Rinaldo Cozzoli che in zona scrisse “E' mezzanotte” cantata per Sanremo da Joe Sentieri e Sergio Bruni.

Joe Sentieri venne anche a bere da Luigino e tra gli applausi generali saltellò per una piccola folla di curiosi. Per i meno giovani il saltello faceva parte delle performance del grande Joe.

Per il centenario la tabaccheria osteria cucinerà come negli anni '50, frantoiana compresa.

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